Gli strumenti tecnici del grafologo

Autore: Laura De Biasi

Gli strumenti tecnici del grafologo A) Strumentazione di base

La dotazione minima e imprescindibile di qualunque perito grafologo include una buona lente d’ingrandimento, un pc, uno scanner ed un’ottima macchina fotografica, indispensabile per realizzare micro- e macrofotografie.

Macrofotografia: con questo termine si è soliti definire la fotografia realizzata a distanza molto ravvicinata. La normativa tecnica (norme DIN) include fra le riprese macrofotografiche tutte quelle comprese tra 1:10 (un oggetto lungo 1 cm, sul negativo risulta lungo 10 cm) e 10:1 (un oggetto lungo 10 cm, sul negativo risulta lungo 1 cm.). La pratica, invece, fa considerare “capacità macro” quella che permette ad un obiettivo di operare almeno a scala 1:3.

Microfotografia: avvicinandosi a scala 10:1 e superandola, si entra invece nel mondo della microfotografia (o più precisamente fotomicrografia), la fotografia ottenuta applicando il corpo della fotocamera a un microscopio e usando obiettivi da microscopia.

Con questi semplici mezzi è oggi possibile effettuare ingrandimenti che un tempo richiedevano l’uso di un microscopio (micro e macrofotografie), e quindi disporre di una strumentazione sufficiente per certi ambiti di indagine.

B) Strumentazione sofisticata

Ulteriori strumenti di lavoro afferenti all’ambito grafologico peritale sono il microscopio, la lampada di Wood, la fotocamera ad infrarossi e le fibre ottiche.

Microscopio: permette di cogliere alcuni dettagli altrimenti invisibili e di visualizzare approssimativamente il grado di essiccamento e di invecchiamento degli inchiostri. Può essere utilizzato in abbinamento con la macchina fotografica.
I microscopi più sofisticati consentono l’effettuazione di analisi spettrofotometriche, volte a discriminare inchiostri diversi sulla base delle loro diverse proprietà cromatiche.

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