Vincent Van Gogh

Autore: Angeloni (Filografia)

Vincent Van Gogh dal Calendario Grafologico 2010: ARTE, TORMENTO & TRASGRESSIONE

C'è un aspetto della complessa e contraddittoria organizzazione della personalità di Van Gogh che forse non è stato sinora indagato. Mi riferisco al fatto che nella sua scrittura compaiono molti cenni di Flessuosa (che, per l'effetto combinato di altri segni, indica anche la tendenza a manipolare, talora per suscitare commiserazione), ribaditi da Pendente (costante riferimento all'ambiente per godere della tenerezza di quest' ultimo) e da numerose Apertura a capo (influenzabilità emotiva ed affettiva e fantasie erotiche). Un indice rafforzativo è costituito da Ampollosa (bisogno smanioso di essere al centro delle attenzioni dell'ambiente).
AI tutto si assommano Largo tra lettere spesso discreto (disposizione del sentimento alla generosità) e Intozzata Il modo (impressionabilità).

Tutto quanto sopra evidenzia una personalità affamata di affetto che, allo scopo, può utilizzare varie strategie per cercare di ottenerlo, senza avere tuttavia probabilità di successo. Le forti e diffuse non omogeneità della scrittura, infatti, indicano un comportamento contraddittorio ed instabile con forti disorganizzazioni comportamentali, emotive, affettive, percettive ed ideative. Ma il segno che più disorganizza è costituito da Non omogenea di Curva-Angolosa che produce l'alternanza anarchica ed apparentemente immotivata degli atteggiamenti più profondi (apertura-chiusura, estroversione-introversione, adattamento-non adattamento, benessere-malessere ecc ... l. oltre che (ed è questa l'emozione che maggiormente disorganizza) l'improvvisa insorgenza di intensi momenti di paura (la comparsa dell'angolo induce una sensazione di pericolo). Da qui la ricerca disperata del sostegno dell'ambiente, anche per ottenere rassicurazione. Paradossalmente, in un ambito di forte variabilità di tutte le categorie grafologiche, ciò che nel complesso rimane costante è costituito dall'inclinazione a destra, dalla larghezza tra lettere, dall'apertura a capo e dalla tendenza a Flessuosa. Quindi, da una parte, una disposizione interiore tesa come riferimento all'ambiente, al rapporto interpersonale, dall'altra, una forte instabilità, anche nel sentire (lo stesso oggetto può essere percepito ora amico ora nemico), che sfocia in un comportamento contraddittorio e disordinato, improntato a forte asocialità e a non adattamento.

Riassumendo: Van Gogh desidera fortemente il sostegno ambientale (Pendente+Curva), ma non può ottenerlo; può inscenare comportamenti manipolativi e complicati (l'accenno a Flessuosa) per accertarsi di non essere perseguitato dagli altri (Pendente+Angolosa), ma non può rassicurarsi. E che le sue strategie siano destinate sempre a fallire, qualunque modulo comportamentale agisca, è testimoniato dai ricci finali di parola (tornano a sinistra, o sono inclinati verso l'alto con moto diagonale: gli uni e gli altri precisano due diverse modalità di chiusura). Fermo quanto sopra, sembra realistico sostenere che gli atteggiamenti autolesionisti del pittore (rilevabili dalla scrittura) possano rispondere a diverse esigenze: per auto-punirsi (nell'ambito della disorganizzazione ideativa e percettiva, può ritenere che "il male" sia in sé e di conseguenza può assumere atteggiamenti di intransigenza verso se stesso (cenni di Piantata sul rigo), oppure per osservare se gli altri possano soffrire per lui (un disperato tentativo di saturarsi nella sua fame spasmodica di affetto). Forse è in quest'ultima motivazione che può essere ravvisata la strana modalità del suicidio di Van Gogh G.
 

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