Salvador Dalì

Autore: M. Meng (AGI)

Salvador Dalì dal Calendario Grafologico 2010: ARTE, TORMENTO & TRASGRESSIONE

Poliedrico ed eccentrico artista catalano. Vissuto dal 1904 al 1989 attraversa, in ambito pittorico, gli stili più diversi, interpretandoli sempre in modo estremamente personale. Dopo la significativa esperienza surrealista parigina, si evolve verso il metodo "paranoico critico" da lui stesso creato. Attua cioè una programmatica, lucida e ambiziosa campagna di stravolgimento della comune logica: rappresenta sogni, deliri, istinti sessuali e quanto di più irrazionale si possa immaginare.

Le visioni dell'inconscio personale nelle sue opere si fanno simboli, dettagliati e precisi nelle loro forme; sono gli orologi che colano, le maschere molli sostenute da grucce, o i freudiani cassetti che si aprono - divenuti icone classiche della pittura del XX° secolo.
La scrittura del 1949 è un gesto pieno di slancio, ma non continuo; un tracciato poco omogeneo intervallato da bianchi improvvisi e rallentato da angoli, con forme leggibili, permeate di grande vitalità. Spazio gestito in maniera artistica e irriverente; maiuscole importanti, prolungamenti a pinza che invadono il rigo inferiore. Creatività esuberante e forte bisogno di riconoscimento; fervore ideativo, intuizione e imprevedibilità, ma altresì fierezza e orgoglio, passione ed emotività mal controllate. I tagli delle t a colpo di frusta e i Ricci del soggettivismo terminano entrambi con taglienti acuminazioni (che ricordano i suoi celebri baffi). Ammaliante ma caustico e perentorio nelle sue affermazioni.

La scrittura del 1973 è depurata dei tratti accessori compensatori (Semplificata, Calibro piccolo, curvilineità, Staccata, mancanza di tenuta del rigo). Gesti ridotti all'essenza, lettere come scarnite. Rispecchiano un uomo più maturo e più umile, sempre curioso di scandagliare una realtà, nella quale si muove con la disinvoltura di chi è andato ormai al di là di ogni convenzione.

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