Nelson Mandela

Autore: A. Roggero (Ispes-SCG)

Nelson Mandela dal Calendario Grafologico 2012: ANGELI E DEMONI - La luce del Bene... L'oscurità del male

Leader del movimento per la lotta contro la segregazione razziale, che gli costò 27 anni di carcere, fu eletto nel 1994 Presidente del Sudafrica: il primo Presidente di colore. Nel 1993 fu insignito del Premio Nobel per la pace. Ritiratosi a vita privata, è tutt' ora impegnato nella lotta contro l'AIDS.

L'istintiva organizzazione e la logica deduttiva dell'intelligenza riescono a contenere nell'ambito della concretezza funzionale la sofferta presenza del passato e il grande bisogno di cambiamento. Il senso del legame e dell'appartenenza alla società permane al di là di dolore e ribellione impedendo che la memoria e il bisogno di superamento delle condizioni individuali e storiche, che non rispondono alle aspettative e alle aspirazioni del soggetto, spingano Mandela ad una fuga verso soluzioni spregiudicate, impossibili, velleitarie: l'utopia è il sogno di un cuore che non ama dividere e non presta il fianco al rancore (ovalizzata, largo tra parole sotto medio, attaccata, margine sinistro in crescendo, ascendete sopra medio, angoli A e B smussati, collegamenti a ghirlanda aperta).

Mandela crede in una soluzione che trascende lo spirito individuale e sociale, sagacia e ingegnosità suppliscono alle soluzioni convergenti, mentre accusa note di sfiducia nell'uomo come singola creatura incline ad agire l'errore: solo il superamento della storia, di cui l'esperienza personale è parte, può dare risposta ai conflitti aprendo spazio al futuro (ascendente, verticalizzazione del tracciato a scapito di una contenuta direzionalità destrorsa, collegamenti a dente di pescecane, margine sinistro crescente, stretto tra lettere disomogeneo, staccata senza d.m. spadiforme, contorta, tentennante come segno di conflitto tra il laccio del passato e la fiducia nel futuro).

In Mandela il passato resta un enigma aperto e insoluto, cui tributare rispetto e senso della memoria ma da cui prendere le distanze per non incorrere nel dolore, per non ferirsi ancora, mentre la compassione, la materna compassione dell'assunzione della propria esperienza, si apre come una luce tra contrasti, avversioni e sofferenze (aste inferiori aperte a sinistra, senso della materna accoglienza, in contrasto con il margine sinistro crescente, confusa, d.non m. degli assi, tentennante, contorta, ascendente s.m. collegamenti curvilinei a ghirlanda alternati a collegamenti a ponte angolosi).

 

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