Michael Jackson

Autore: Serrati (Arigraf Milano) 

Michael Jackson dal Calendario Grafologico 2013: Stars giù la maschera

Jackson, detto Jacko, nasce nel 1958 negli USA. Di famiglia non certo benestante, Michael fin da piccolo mostra un grande interesse per la musica, come del resto tutti i componenti della sua famiglia.
Joseph Jackson, il "padre-padrone", intuendo il talento musicale dei figli da vita ad un gruppo che in soli sette anni scalerà le classifiche dei dischi più venduti.

Nel 1978 Michael decide di intraprendere la carriera di solista e ben presto la fama di questo "eterno Peter Pan" come i più lo hanno definito, varca l'oceano e diventa un fenomeno discografico inarrestabile. Nel 1971 otterrà il Grammy per la miglior canzone pop dell'anno.

Parallelamente ai suoi successi, crescono le manie sempre più stravaganti del cantante. La sua propensione per la chirurgia plastica ed i suoi comportamenti bizzarri, fanno di lui un bersaglio gradito ai media di tutto il mondo.
L'amore di Jackson per i bambini è noto, ma le sue continue, troppe attenzioni, generano sospetti sino ad arrivare ad una denuncia per pedofilia che lo vedrà imputato in un clamoroso processo. Dichiarato non colpevole, Jackson decide di allontanarsi dalle scene.
Nel 2009 torna in pubblico annunciando un suo nuovo tour mondiale che, purtroppo, non avrà mai inizio: Michael Jackson muore improwisamente il25 giugno 2009, a 51 anni non ancora compiuti.

Questa scrittura registra un'importante esigenza di protagonismo, di manifestare la propria presenza nella "scena esistenziale" (prolungamenti gonfi in zona inferiore, spazio riempito completamente e al centro del foglio, scrittura grande all'inizio della pagina), che si coniuga non sempre in modo funzionale con una sofferenza emotiva inquieta (disuguale in pressione, infangamentL rigo discendente, piccoli buchi e sopensioni), un senso di sé non sempre stabile e un'identità non completamente strutturata (zona media disuguale, lettere in stampatello che si alternano al corsivo, firma piccola, schiacciata, con prolungamenti).

Una personalità complessa e multiforme, ricca di sfumature. In questa situazione contraddittoria è molto presente ancora un senso ludico, quasi infantile (lettere scolastiche, tratto pastoso e caldo, olcune ''l'' con l'occhiello gonfio) che è sicuramente una delle motivazioni più importanti del cantante, che dà creatività ed energia, ma che manifesta anche un'infanzia non vissuta e ancora irrisolta.

Un'indubbia predisposizione all'incontro con l'altro, (ghirlande, tratto pastoso, finali a curva aperta, inclinata, gladiolata), si accompagna a momenti di chiusura, solitudine, insicurezza (arcate, i piccole e sospese, firma piccola, gesti sinistrogiri). Tutte queste caratteristiche non coordinano istanze tante diverse in un contesto danneggiato da un generale febbrile disordine (righe affastellate, intricamenti, disuguaglianze eccessive in dimensione, spazi disuguali tra parole) dove un'emotività sempre pronta a manifestarsi diventa fonte di ansia e di forte scoraggiamento, stati d'animo che Jackson cerca di compensare con momenti di esaltazione e "grandiosità" spesso più apparente che realmente ed intimamente sentita.
 

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