Martin Luter King

Autore: A. Crudo (AGI)

Martin Luter King dal Calendario Grafologico 2012: ANGELI E DEMONI - La luce del Bene... L'oscurità del male

Pastore protestante americano, universalmente riconosciuto come l'apostolo della resistenza non violenta, per tutta la vita si batté "perché ogni uomo venisse riconosciuto uguale ad ogni altro, con gli stessi diritti e le stesse prerogative". Venne assassinato il 3 aprile 1968.
Fin dall'inizio ha vissuto il contrasto tra un'esperienza individuale e familiare di affetto e sintonia, che lo orientava alla fiducia, e una realtà sociale di ostilità e segregazione che alimentava in lui dubbi, interrogativi e bisogno di riflessione. (curva, largo tra lett., ovali stretti, calibro m.p.. spad.2°, angolosità, ricci).

Figlio e nipote di pastori della Chiesa Battista, ricevette una rigorosa educazione cristiana che ben si armonizzava con la forza, la serietà e l'apertura d'animo del suo carattere. (pressione, aste rette, largo tra lett., accurata). Tuttavia era continuamente turbato dal problema dell'ingiustizia sociale, il che lo stimolava a studiare, ad approfondire con mente in continua ricerca e spirito analitico. (calibro piccolo, spad.2°, ascend., largo tra lett., accurata). Pertanto il suo itinerario spirituale ed intellettuale non fu lineare, finchè la scoperta di Gandhi fu decisiva e ne segnò la direzione. Nel 1955 conseguì il dottorato in teologia, divenne pastore e si impegnò con energia nel movimento di resistenza non violento di cui, man mano che si allargava, divenne il capo riconosciuto. L'azione avveniva attraverso boicottaggi, sit-in. manifestazioni di massa pacifiche. Le reazioni furono feroci: prigione, aggressioni, uccisioni, attentati.

Furono aiutati sopratutto da Kennedy finchè nel 1964 fu approvata la legge sui diritti civili. La sua autorità morale crebbe enormemente e nello stesso anno gli fu assegnato il Nobel per la pace. Proseguì poi la lotta per il diritto di voto ai negri, ma fu dura, piena di pericoli e di difficoltà anche nel tenere unito il movimento. Tuttavia non cedette mai alla paura o a chi lo contestava sul pacifismo. (ango­li, aste rette, chiara).

Era piuttosto piccolo di statura, timido (col. non omog), vestiva sempre di nero, ma la dedizione totale alla causa e una profonda spiritualità erano la molla della simpatia che trascinava e ne faceva un grande leader. Era spinto da una grande forza interiore: convinzioni, fede, carattere, perciò si distinse per coraggio morale più che ardimento temperamentale (calibro, ascend., spad, op. capo, aste rette, pend., ricci).

L'esiguità del saggio grafico ha limitato l'osservazione grafologica che è stata integrata con i dati biografici.

 

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