Jean Michel Basquiat

Autore: A. Millevolte (AGI)

Jean Michel Basquiat Calendario Grafologico 2010: ARTE, TORMENTO & TRASGRESSIONE

Passato come una meteora nel variegato mondo dell'arte contemporanea, che lo ha prima mitizzato e poi portato all'autodistruzione, questo artista nato nel 1960 a Brooklyn e morto di overdose a soli 28 anni, porta la scrittura all' interno stesso dell'opera, incarnando una delle più convincenti interpretazioni del neo-espressionismo degli anni Ottanta. Certo non si può considerare la grafia presente nei suoi graffiti come spontanea e "grafologabile" nel senso tradizionale del termine, tuttavia presenta anch'essa, insieme con i tratti con cui "scarabocchia" dentro e fuori le sue scheletriche figure, una chiave di lettura interessante della personalità di questo enfant prodige della pittura.

Le forme letterali sono perlopiù angolose, compatte fra loro, statiche e poco movimentate, disomogenee nelle dimensioni e in certi casi quasi infantili, prive di spazi fra lettere e fra parole, rigide e al tempo stesso insieme cascanti nel procedere, prive di fluidità, talvolta "spezzate" e quasi frammentate.

Non volendo per forza ricercare in questi tracciati il genio innovativo dell'artista, ne emerge una originalità per così dire naif, e soprattutto una apparente sicurezza che cela incertezza e debolezza di fronte alle frustrazioni, un atteggiamento di fondamentale difesa nei confronti dell'ambiente. E' una scrittura che parla di fragilità, di difficoltà a relazionarsi con se stesso prima ancora che con gli altri, di bisogno di "puntelli" non trovati: una capacità di distinguersi che nasce più dalla difficoltà di adattamento che da una personalità realmente emergente. E la mancanza di distensione, il perenne "allerta" dei sensi, la fatica a comporre la propria identità attraverso le esperienze (invero piuttosto "pesanti", già a partire dall'infanzia), esprime con immagini di angoscia e spesso simboli di morte quello che la sua stringatezza comunicativa e i suoi blocchi relazionali hanno confinato nell'intimo, impedendone una reale maturazione, complice il mondo effimero delle star degli anni Ottanta.
 

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