Jack Lo Squartatore

Autore: G. Angeloni

Jack Lo Squartatore dal Calendario Grafologico 2012: ANGELI E DEMONI - La luce del Bene... L'oscurità del male

Jack lo squartatore (pseudonimo tratto da una lettera scritta dal presunto assassino) fu un serial killer che, nel 1888, terrorizzò Londra, agendo sempre con le stesse modalità criminali e uccidendo la stessa tipologia di vittime: le prostitute.
Non c'è certezza che questa grafia sia di colui che fu definito Jack lo squartatore, certo è che si tratta di una scrittura impressionante.

La personalità in oggetto ha dovuto apprendere ad occultarsi ed a rinchiudersi nell'introversione. Volendo, però, sa esprimere modi ispirati all'affabilità e all'eleganza espressiva, tinti di ieraticità. Pubblicamente, se fosse favorito dalle circostanze e dallo status, potrebbe essere persino stimato e, di certo, sa nascondere le sue vere intenzioni e la sua vera natura, che lo porta a nutrire forte malanimo verso il prossimo (confusa introv., str. di lett., r. amman., allungata, cenni di solenne).
Privatamente, ciò che domina è un'ira inaudita (angolosa, ilnt. I, int. Il molto elevato). Ha un livello di pretenziosità esagerato, in un contesto in cui le tendenze, tese all'autoaffermazione di imposizione sul proprio ambiente, non sono libere di esprimersi per un livello di preoccupazione forte, peraltro alimentato da un'impressionabilità che sconfina nel patologico (col.. allungata, int. I m.. str. di let.. int. Il).

Da questo contrasto deriva un'ira smisurata sia verso sé stesso, sia verso gli altri: verso gli altri in quanto si percepisce vittima dell'invidia e del malanimo altrui, verso se stesso perché non riesce ad esprimere la propria rivalsa nel modo aperto, definitivo e stroncante che vorrebbe (recisa, int.l}. impedito dall'alta concezione che, di norma, ha di sé e della propria distinzione. Molto variabile nell'umore, vive alti e bassi che sconfinano nel maniacale o in una sofferenza indicibile, alimentata da momenti di panico (non omog. del col.. int Il modo). Di fatto, l'organizzazione della personalità è tutta centrata sul bisogno di non provare paura e di contrastare la tendenza alla depressione. Necessita, dunque, di provare emozioni forti, eccitanti, specie se tinte di rivalsa aggressiva e neppure si esclude l'uso di sostanze specifiche.

La grafia potrebbe essere veramente di Jack lo squartatore? Di per sé, tende a macchinare propositi vendicativi che, pur supportati dalla propensione ad intrecciare tranelli, spesso deve rinunciare ad attuare, perché è alquanto complicato e pasticciato (angolosa, r. amman., pend.. acuta, confusa). Di conseguenza, la mancanza di libertà ad "agire" le tendenze tende a fare lievitare le cariche aggressive in maniera veramente impressionante: nei momenti che sconfinano con il maniacale, può avere scoppi d'ira, caratterizzati da aggressività ipercinetica (confusa) e da forte sadismo. Su un altro piano (in questo contesto di personalità in cui sono vietati un autentico interscambio emotivo ed affettivo, nonché la stima degli altri, specie delle donne), è un vizioso che tende all'abuso (op. a capo, confusa, int.ll. accuratezze, grossa, tendenza ad artitica): per lui è tutta una questione di possesso e di dominio di persone nei riguardi delle quali nutre disprezzo. Le circostanze (ad esempio, una malattia venerea), potrebbero averlo indotto a nutrire motivi di fortissimo rancore nei confronti delle prostitute. L'autore della grafia in esame, se autore di delitti, nel breve periodo saprebbe non tradirsi; nel lungo, invece, non saprebbe dominare costantemente la paura di essere scoperto, con tutte le conseguenze che si potrebbero ipotizzare: dalla fuga alla forte disorganizzazione psichiatrica.

 

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