Henri de Toulouse – Lautrec

Autore: E. Manetti (Arigraf)

Henri de Toulouse – Lautrec dal Calendario Grafologico 2010: ARTE, TORMENTO & TRASGRESSIONE Di nobile ed antica famiglia, nato da un matrimonio precocemente fallito tra due cugini, Toulouse Lautrec, forse per la consanguineità dei genitori, soffre fin da piccolo di una malattia alle ossa che impedisce una normale crescita; la rottura nella prima adoloscenza di entrambi i femori lo porta a una deformità irreversibile, quasi un nanismo, e all'impossibilità di una vita normale: il disegno e la pittura sono le sue uniche consolazioni.

Nel 1884 si trasferisce a Parigi e frequenta assiduamente, in una sorta di ribellione disperata e rivendicativa, ambienti considerati disdicevoli ed immorali dalla sua aristocratica famiglia, che lui invece trova accoglienti e ricchi di vita e di umanità: case chiuse, circhi, cabaret. di cui ritrae nei più di mille tra dipinti, manifesti e litografie, la vita quotidiana, gli aspetti più particolari, miserabili e segreti. Bevitore di alcool, malato di sifilide, viene colto sempre più spesso da depressioni, crisi di irascibilità e stati maniacali fino ad essere ricoverato, nel 1899, in una casa di cura per malattie mentali. Colto da ictus nell'agosto del 1901, cade in coma e muore il 9 settembre, a 37 anni.

La scrittura appare espressiva, spontanea ed estremamente disuguale in dimensione, continuità (il legame tra le lettere) e pressione, la zona media si ingrandisce in alcune lettere affettive ("a" ed "o") e si modula fino a destrutturarsi: tutte queste caratteristiche ci registrano un senso di sé oscillante ed insicuro ed un'affettività esigente, ma sofferente e frustrata. Lo spazio mal gestito per l'invadenza e la poca distanza tra le righe fino quasi all'intricamento sono segni di bisogno di esteriorizzarsi in una generale mancanza di organizzazione e di oggettività. Le righe ascendenti e instabili, il tracciato estremamente disuguale tra momenti di tensione e una generale mollezza, le "code di volpe" (parole discendenti in fine parola), mostrano la discontinuità emotiva febbrile e logorante. Gli infangamenti, la disarmonia, i ritocchi, le frammentazioni se da una parte sono l'espressione di creatività ed effervescenza, dall'altra dimostrano una patologica e disfunzionale sofferenza emotiva.

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