Grigorij Efimovic Rasputin

Autore: M. Meng (AGI)

Grigorij Efimovic Rasputin dal Calendario Grafologico 2012: ANGELI E DEMONI - La luce del Bene... L'oscurità del male

La storia della vita del "Diavolo Santo" ci è tramandata attraverso affascinanti e turpi episodi, ammantati di carattere leggendario. Grigorij Efimovic Rasputin, detto Grisa nacque in un villaggio siberiano, Pokrovskoe, nella provincia di Tobol'sk, secondo di due figli, nel gennaio del 1869. Caduto da bambino nel gelido fiume Tura, per tentare invano di salvare il fratello, si ammalò di febbre, ma guarì miracolosamente. Contadino analfabeta come il padre, capace di domare cavalli, sensitivo, condusse una vita dissoluta, nonostante fosse maritato e padre di tre figli. Nel 1892 partì in vari pellegrinaggi e apprese, strada facendo, dallo starec (sorta di maestro spirituale) Makarij alcuni rudimenti di lettura e scrittura, onde decifrare la Bibbia. Adepto della setta eretica dei Khlistij, che predicano l'estasi erotica come unione diretta con Cristo. Rude nei modi, puzzolente e abbigliato in modo rozzo, fu grazie alle sue doti sciamaniche e taumaturgiche, ma soprattutto ai suoi occhi azzurri penetranti e alle sue capacità ipnotiche, che riuscì a farsi strada nel decadente mondo aristocratico e ecclesiastico di San Pietroburgo, fino a approdare, nel 1905, alla corte degli zar. Fu coinvolto in ogni sorta di scandalosi episodi mondani, dove sacro e orgiastico si confondevano abilmente. Seguito da stuoli di fanatici devoti (soprattutto donne) omaggiato e protetto dalla zarina Aleksandra (lei stessa caduta in balia delle sue perentorie decisioni anche in campo politico), si procurò inevitabilmente parecchi nemici. Il 28 giugno 1914 - data dell'assassinio di Francesco Ferdinando a Sarajevo - una donna tentò di ucciderlo pugnalandolo, ma non vi riuscì. Fu assassinato due anni dopo, nel 1916, da una congiura e il suo destino fu morire in un fiume: in una lunga notte di dicembre nelle acque ghiacciate della Neva, per affogamento, dopo aver resistito inspiegabilmente a veleno, colpi di arma da fuoco e percosse.

Dal diario degli agenti che sorvegliavano lo casa di Rasputin: "30 gennaio... andando via un prete si è fatto beffe di Rasputin perché questi non sapeva tenere la penna in mano...". Nell'immagine che lo raffigura intento a scrivere si nota un'impugnatura molto lunga della penna: lui stesso diceva di non amare scrivere. La sua grafia infatti appare vergata con estrema difficoltà, stacchi e inceppamenti, pur appartenendo a un uomo nel massimo del suo splendore: la maldestrezza del gesto s'accompagna a una disorganizzazione generale del tracciato nella pagina, a disomogeneità nella pressione e a poca personalizzazione nella forma. Soltanto la firma appare più sciolta e di calibro leggermente inferiore, senza maiuscola iniziale e posta allineata allo scritto. L'assenza di regole caratterizza una personalità spontanea, sicura di sé, piena di energia e bisognosa di affermarsi (spazio occupato senza attenzione ai margini, calibro tendente al grande, Intozzata l° e allunghi inferiori molto pronunciati e marcati). Incapace di discernere lo spirituale dal materiale, invischiato nelle cose che fa, carente di finezza, Grigorij tende a farsi guidare dalla forza dei suoi istinti, giudicando e operando senza obbiettivo distacco (Confusa, Stretto fra parole, Int. l°, Calibro grande, rigo senza tenuta). La sua presenza è autentica nel bene e nel male, totalmente coinvolta, libera e non vincolata da restrizioni etiche o morali (assenza di Ricci, scrittura progressiva nonostante gli stacchi, tratto pastoso).

 

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