Giuseppe Garibaldi & Vittorio Emanuele II

Autore: M. T. Morasso (Agi Liguria)

Giuseppe Garibaldi & Vittorio Emanuele II dal Calendario Grafologico, 2011: Fratelli D’Italia.

Giuseppe Garibaldi è uomo d'azione, coraggioso, leale, dotato di senso della realtà e capacità di controllo organizzativo. La grafia è accurata, chiara, semplice, coesa e priva di elementi sorprendenti o imprevisti: linearità e rigore costituiscono il fulcro entro il quale Garibaldi esprime la ricchezza interiore, la vitalità, l'attività senza esitazioni, gli alti ideali.
L'intelligenza pronta e multiforme e l'intensa energia ben canalizzata gli consentono di procedere sicuro sui percorsi intrapresi con la forza delle proprie convinzioni, con spirito di sacrificio e fedeltà all'impegno. Nessuna dispersione, nessun compiacimento, bensì sprezzo del pericolo e una giusta dose di spavalderia al servizio dell'azione, mai avventata (lnt, l° m, nettezza del tratto, Mant. il rigo, Ardita, Slanc, Aste rette, Attac, Calibro). Nella causa dell'umanità per una civile emancipazione l' “eroe dei due mondi" veicola e fa tesoro della propria espansività e generosità, del vigore fisico, dell'ardimento motivato dalla ragione, della sua sete di indipendenza (lodi I. e tra I., Int. l° m, Slanc, L. tra p., Ang. acuti).
La ricchezza e il calore del sentimento giocano in chiave di stimolo a concretizzare idee e intuizioni strategiche. Il Generale Garibaldi, dopo le aspre battaglie per l'annessione delle province meridionali, incontra Vittorio Emanuele II nell'ottobre del 1860 nei pressi di Teano dove, con l'emblematica stretta di mano, avviene la rimessa nelle mani del re dei poteri dittatoriali sul regno delle Due Sicilie.

Dal 1861 al 1878 Vittorio Emanuele II sarà il primo re d'Italia. Ex Comandante dell'esercito sabaudo dallo spiccato spirito bellicoso il monarca torinese presenta un quadro temperamentale caratterizzato da Assalto e Resistenza. La grafia colpisce per la dimensione estremamente concentrata del calibro in un contesto di slanci impetuosi e ferma progressione. Il movimento propulsivo verso destra è teso verso il raggiungimento dello scopo, ma compostissimo nel rispetto della forma che mantiene intatta la sua struttura. La concentrazione del pensiero e la ponderazione, date dal calibro piccolo e dalle ampie larghezze, in particolare da un L. tra p. in grado molto elevato, appaiono influenzate da caparbio soggettivismo (R. sogget. s. media, uncini, Int. 11° m). Vittorio Emanuele Il rivela nella grafia una protervia e un atteggiamento da "noblesse oblige" degni di un sovrano altezzoso e intransigente, che contrastano con la ridotta considerazio­ne di sé. L'irrigidimento (Piant sul r., Aste rette, Para!), la compassatezza della cura grafica e l'enfasi dell'ardimento rimandano ad una personalità che, nella forzatura del comportamento, maschera e compensa un complesso d'inferiorità non risolto (Ampol, Ardita con R ardit, Ca. piccolo). Autorevolezza fondata sull'autenticità dei principi e sull'adesione spirituale e umana ad una causa comune si direbbe quella di Garibaldi, mentre ben diversa appare quella di Vittorio Emanuele II, la cui propensione a governare sembra centrata più sul trionfo di un'immagine personale e di una dinastia che su effettive doti di regnante.
 

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