Frida Kahlo & Diego Rivera

Autore: AGI (A. Crudo)

Frida Kahlo & Diego Rivera dal Calendario Grafologico 2008: Coppie Famose.

Si incontrarono nel 1928: Diego, pittore messicano già noto, aveva 41 anni, una carriera avviata e un'esperienza movimentata alle spalle, diverse convivenze e 3 figli. Frida, 21 anni, aveva appena scoperto la pittura durante il periodo di lunga immobilità a causa di un grave incidente che la segnerà per tutta la vita. Nel tempo, incoraggiata anche da lui, crebbe artisticamente tanto da essere ammirata da Breton e Picasso che diceva a Rivera: "Né tu né io sappiamo dipingere una testa come Frida Kahlo". Fatalmente la vitalità di lui e la tenace combattività di lei s'incontrarono per sempre.

Visivamente Kahlo - Rivera fu una coppia di evidenti contrasti: lei sottile, aggraziata, inquieta, penetrante (minuta, filiforme, nitida, accurata, tagli T lanciati, ricci flemma); lui ingombrante, energico, trascinatore, dai contorni morbidi (buon calibro, pressione intensa, ritmo vivace e scorrevole, pendente). Entrambi intelligenti e creativi, di temperamento vivace e passionale, di carattere forte e seduttivo sospinto da immaginazione e sensibilità diverse, diedero vita ad una relazione complicata e non convenzionale, di cui stima e rispetto reciproco furono una costante (disuguale metod., sinuosa, pendente, L t. L, aperture a capo, triplice equilibrata, omogenea, tratti definiti, forme essenziali).

Tali qualità creavano attrazione e sintonia, ma anche interessi divergenti: lui, affermato e famoso, metteva il lavoro al primo posto e ciò che era di ostacolo lo irritava (assalto), inoltre nella conduzione di vita era piuttosto turbolento (angoli A, scattante, contorta, stentatezze, intozz.II; per lei, introversa e intimista, il centro di tutto era lui, perciò si adeguava e soffriva (attesa, resistenza). Nel rapporto c'erano autonomia e libertà reciproche, ma non parità.

All'inizio, per quella giovane, fresca, coraggiosa ragazza di talento, l'uomo brillante e ben inserito nel contesto intellettuale fu una figura protettiva e stimolante (attesa - cessione); in seguito divenne quel figlio che non aveva potuto avere: lo amò, lo assecondò organizzandogli la vita (complesso dei segm), così lui trovò un punto di approdo alla sua turbolenza. Pertanto questo legame, seppur tempestoso e con alterne vicende causa le infedeltà e l'incostanza dell'attenzione di lui (assalto - cessione), fu comunque profondo e funzionale ai bisogni reciproci. 
 

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