Francisco Goya

Autore: A. Rusciadelli

Francisco Goya dal Calendario Grafologico 2010: ARTE, TORMENTO & TRASGRESSIONE

Un primo, rapido sguardo alla grafia di Francisco Goya in uno scritto autografo del 1776, lascia un po' perplesso il grafologo che si aspetta di ritrovare immediatamente le note caratteristiche di genialità, di estro creativo, di versatilità e di espressività che appartengono al grande artista spagnolo.
L'organizzazione dello scritto è infatti rigorosa, impostata, controllata e trattenuta, ligia e accurata, precisa e disciplinata (accurata, triplice strettezza, prevalenza della forma sul movimento, angoli B, chiara, ... ), quasi più somigliante a quella di un contabile che a quella di un pittore; unici vezzi sono alcune lettere "liriche" ed una cascata a spirale nella firma, quasi ad ammorbidire il severo riccio del soggettivismo di chi sa di distinguersi.

Ci rilassa - come grafologi - scoprire che lo scritto è in realtà una fattura, relativa alla "Merenda campestre" - uno dei "cartoni" per gli arazzi reali dipinti appunto nel 1776 - e un'osservazione più attenta e profonda permette ora di riconoscere il fermento emotivo e vitale controllato e dosato a volte con fatica (intozzata l ° e 2° modo, angoli e acutezze, stretto tra parole, ... ), la libertà e l'originalità di pensiero e di espressione, la capacità di riconoscere e di esprimere l'intensità del sentire umano in tutte le sue sfumature e la precisione tecnica, come guida e argine al possibile straripamento emozionale

(D.M., sinuosa, chiara, contesto organizzato e consapevole, intozzata 2°, accurata).

Riconosciamo anche, nei gesti scrittori, le parole degli storici che descrivono un carattere sfaccettato, facilmente irritabile, passionale, determinato, combattivo e indipendente (pressione forte, tratto pastoso, intozzata l ° modo, angoli A e B, pendente), capace, all'occorrenza, anche di artificiosità e teatralità (paraffa nella firma dopo il momento del soggettivismo, acutezze), ma dotato di una rara capacità di armonizzare sulla tela il suo forte sentire emotivo e la realtà storica con cui si confronta (intozzata 2° in contesto emotivo, d.m., chiara, accurata), raccontando gli eventi del suo tempo con intenso e struggente realismo.
 

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