Fabrizio De André

Autore: M. Meng (AGI)

Fabrizio De André dal Calendario Grafologico 2013: Stars giù la maschera

Nato a Genova nel 1940, ha trascorso i primi anni di vita, quelli della guerra, nella campagna piemontese.
Tornato a Genova, ispirato dalle canzoni del francese Brassens, ha esordito giovanissimo grazie alla sua voce, al talento anticonformista e alle sue doti poetiche, fino a diventare, dopo il successo di un suo pezzo cantato da Mina ("Canzone di Marinella"), uno dei cantautori italiani più noti.

Condusse soprattutto in gioventù vita dissoluta, ma fu persona di grande umanità e profonda cultura, ironico e lucido osservatore della realtà. "Scrittore di canzoni" come si definì, ha inciso moltissimi album, collaborando con musicisti d'eccellenza o portando lui stesso alla ribalta nuovi talenti.

Noto per lo sua riservatezza, solo molto tardi acconsentì di tenere concerti dal vivo, anche per finanziare così un progetto coltivato fin dall' infanzia felice nella natura: lo creazione di un'azienda agricola in Sardegna. Qui è stato anche vittima di un sequestro assieme alla compagna Dori Ghezzi nel 1979; rilasciato su riscatto, ha perdonato i suoi carcerieri.

La sua biografia riaffiora spesso nei testi delle canzoni (da "Amico fragile" a "Hotel Supramonte") imperniati per lo più su temi sociali e per i quali ottenne sempre enorme successo di critica e pubblico. Con lo sua chitarra e un' immancabile sigaretta, è stato un mito per più generazioni di cantautori e fans, tanto che dopo lo sua morte, a Milano nel 1999, lo sua fama è ulteriormente aumentata anche all'estero.

Arrotondata e tagliente, lo scrittura di De André scorre sul rigo con delicatezza e determinazione, in uno stampatello dinamico come un corsivo, in un corsivo cesellato come uno stampatello. La firma è più vistosa, aggressiva e diversa dal testo.
Qui il contesto grafico è accurato e vibrante, le forme ricombinate. Sensibilità e agilità di pensiero, senso estetico e etico, conditi dall'ironia dei piccoli segni acuminati (tagli delle t, accenti, lettera a). Curva, inclinata, Spigliata, Larga fra Lettere e ghirlande parlano di apertura e attenzione affettiva al prossimo, capacità di compatire (tagli t a croce). Pendente, Aste rette, Parallela e ganci segnano lo necessità di procedere a ogni costo anche contro corrente (lettere all'inverso).

Ma a interrompere una progressione fluida, favorita da collegamenti originali e giustapposizioni dinamiche, intervengono numerosi stacchi, ritocchi e correzioni: un' esigenza intima di meticolosa revisione e perfezionismo. Il nero prevalente del testo è solcato da innumerevoli camini, come un dialogo inevitabile della logica con l'inconscio. Così il "gesto tipo", evidente nella D maiuscola, è come un orecchio sempre aperto, all' ascolto dell'inconscio e del passato, prima di svoltare per "La cattiva strada".
 

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