Ettore Majorana

Autore: P. Rizzi (AGI Lombardia) 

Ettore Majorana dal Calendario Grafologico 2014: Giovani - Passione Volontà Coraggio

Ettore Majorana (Catania 1906-1938) è uno scienziato e accademico di elevatissime capacità. Sin da bambino, mostra doti sorprendenti e una mente matematica fuori dell'ordinario. Titolare della cattedra di Fisica Teorica all'Università di Napoli, nel marzo del 1938, a soli 31 anni, scompare senza lasciare traccia di sé.

La grafia rivela un'intelligenza inusuale, capace di coniugare acutezza analitica e profondità, riflessione rigorosa e ricchezza immaginativa. Il pensiero è in grado di analizzare i dettagli più reconditi, senza perdere la capacità di sintesi. Intuito e ragionamento si congiungono così profondamente da fargli precorrere gli sviluppi futuri della fisica (Calibro Piccolo, Triplice Larghezza, Attaccata, Diseguale metodico, Scattante, Chiara, Attaccata, Pendente, Mantiene il rigo).

Ha uno spirito critico eccezionalmente penetrante e inesorabile, che lo porta a formulare giudizi anche molto severi sugli altri, tanto da far sorgere il sospetto di una presunzione e di un orgoglio indebiti. Tale severità che, peraltro riserva anche a se stesso, si attenua o addirittura scompare quando è affettivamente coinvolto (Calibro Piccolo, Diseguale metodico, Intozzata 10 e 20 modo, Spigliata, LTP, Attaccata, Pendente, Mantiene il rigo, tratti taglienti, Scattante).

La timidezza gli rende difficili i rapporti interpersonali.
Di carattere chiuso e introverso, ha una personalità tormentata e affettivamente contrastata che lo espone al logorio psicofisico. Il grafismo mostra un tratto caldo che si colora di emozione, ma evidenzia altresì la difficoltà di comunicare e di espandersi verso l'altro, se non dal punto di vista intellettivo.

Generoso verso il mondo della scienza, è dunque molto schivo dal punto di vista della relazione (Minuta e Minuziosa, Intozzata 10 e 20 modo, LTP, tratti "t" corti o appena pronunciati, lettere ridotte all'osso).
È capace di sentimenti profondi, ma l'irrisolta insicurezza affettiva lo induce ad alternare momenti di fiducia e sfiducia, slanci e pessimismi, che esprimono il non totale adattamento al mondo circostante e un bisogno di ricevere affetto mai veramente soddisfatto (alternarsi della direzionalità del rigo, Pendente, Calibro Piccolo).

Negli ultimi scritti che restano di lui, lo schiacciamento della zona media e il dissolversi delle forme sembrano quasi preannunciare quella scomparsa nel nulla che resta a tutt'oggi un mistero insoluto.
 

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