Édith Piaf

Autore: E. Manetti (Arigraf) 

Édith Piaf dal Calendario Grafologico 2013: Stars giù la maschera

Édith Piaf, pseudonimo di Édith Giovanna Gassion (Parigi, 19 dicembre 1915 - Grasse, 11 ottobre 1963).
La più celebre cantante francese di tutti i tempi ebbe una vita infelice e breve. Nata da genitori girovaghi e artisti di strada, fu allevata dalla nonna materna completamente anaffettiva e proprietaria di un postribolo.

Edith comincia a cantare per strada con una voce piena di rabbia e ruvida, ma affascinante, ma lo sua vita è immersa nella miseria e nella disperazione e a soli 17 anni ha una figlia che muore a due anni.
Scoperta dall'impresario Louis Leplée, debutta nel 1935, ma il suo successo comincia nel 1937, e sarà definitivo nel 1946 con lo celebre canzone La vie en rose, di cui compone le parole e che diverrà per i francesi l'inno del ritorno alla vita dopo lo seconda guerra rnondiole.

Nonostante il successo straordinario e la notorietà mondiale, i suoi amori furono tutti drammatici e infelici, da Yves Montand, che si serve di lei per iniziare lo sua carriera di cantante, a Marcel Cerdan, suo grande amore, che muore drammaticamente in un incidente aereo.

Minata da sempre da una salute molto precaria, muore nel 1963, assistita dal suo giovanissimo e devoto ultimo marito Théo Sarapo.

La scrittura presenta un insieme di opposte caratteristiche: il bisogno di emergere, lo volontà, l'aggressività (scrittura angolosa, dal tratto nutrito, legata, prolungamenti inferiori pronunciati, sopraelevazioni, lanci impulsivi a punta e "0 mazza") sono ben sostenuti da un'intelligenza concreta e operativa (ovoidi, tratto appoggiato e nutrito, zona media strutturata, forme semplici), ma il tratto impastato e disuguale nell'appoggio, le lettere affettive annerite e chiuse, gli spazi tra le parole e tra le righe irregolari, le "tegole" discendenti della direzione, i piccoli buchi, gli spostamenti della pressione, gli intricamenti dimostrano lo sua profonda e drammatica sofferenza emotiva, lo difficoltà di relazione e una dolorosa e incolmabile rivendicazione affettiva.
 

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