Benito Mussolini

Autore: A. Crudo (AGI)

Benito Mussolini dal Calendario Grafologico, 2011: Fratelli D’Italia. Benito Mussolini nacque a Dovia di Predappio sulle colline forlivesi in Romagna, da una famiglia di piccoli proprietari agricoli. Il padre e il nonno erano socialisti ed erano stati in prigione per le loro idee, la madre era la maestra del paese. AI giovane Benito non erano pertanto mancati stimoli per la precoce formazione di una coscienza politica. Si rivelò un ragazzo sveglio ma turbolento tanto che fu più volte sospeso ed anche espulso da scuola, tuttavia nel 1901 si diplomò maestro. Frequentava i circoli socialisti e cominciò a scrivere articoli e a farsi conoscere come oratore: energico, combattivo, incisivo. (intozz. l°, ang. c, chiara, largo tra p., recisa, dritta, austera)

Ambizione, volontà di emergere, di imporsi, di dominare, di distinguersi (intozz.i'', acuta, dritta, aste rette, ricci sogg.) facevano di lui un solitario poco comunicativo, nel sociale e nel privato, che procedeva concentrato sugli obbiettivi, però quando voleva sapeva conquistare e suggestionare un pubblico e soprattutto le donne, per il linguaggio passionale e ricco di sollecitazioni emotive (intozz. 1° e 2°, apert a capo, dis. met di calibro e incl, scatt, slanc).
Predicava la rivoluzione e la lotta di classe, tuttavia per affermarsi era disposto a cambiare idea secondo la convenienza e fu sua grande abilità saper giocare su più fronti sfruttando le debolezze altrui (ang. c, dinamica, scatt, slanc, oscura, dis. met). Con istintiva accortezza seppe così opportunamente inserirsi nel gioco politico e per conquistare il potere utilizzò senza scrupoli la violenza e lo squadrismo (aggressività di assalto). Così la rivoluzione divenne fascista e di lotta di classe non si parlò più.
Diventato dittatore fece di sé stesso un mito (solenne e complesso dei segni), si isolò sempre di più, non permetteva a nessuno di contraddirlo, di criticarlo o consigliarlo, allontanando chiunque potesse fargli ombra, favorendo in tal modo l'adulazione e la mediocrità (squilibrio per eccesso dei segni dominanti: intozz, dr., aste ang.). Non poteva permettere che venisse messa in discussione la solidità dell'immagine esteriore: forte, sicura, sana, infaticabile, ecc ..
In pratica recitò per tutta la vita la maschera di sé stesso accentuando il divario tra personalità profonda e costruita. Portava il peso di un enorme complesso di superiorità che costò tensione continua, un gran dispendio di energia e sofferenza fisica (soffriva molto di stomaco senza una malattia precisa) [lntozz, 2°, disomogeneità, spad, conf, oscura e dopo il 1939 press appesantita, ritmo rall, calo di tono e di fermezza]. Nei momenti critici il rischio dello smascheramento comportava probabile senso di disorientamento e di insicurezza decisionale che riusciva a recuperare (ass.-resist.) nel tempo con sempre più faticosa inconcludenza. Tale complessità problematica lo allontanava da una visione realistica alimentando fiducie illusorie che portarono al disastro lui stesso e la nazione.

File allegati

Categorie correlate