Arturo Toscanini

Autore: A. Pizzi (A.I.P.S.)

Arturo Toscanini dal Calendario Grafologico, 2011: Fratelli D’Italia.

La carriera di Arturo Toscanini comincia a Rio de Janeiro nel 1886, quando all'ultimo minuto sostituisce il direttore d'orchestra all'esecuzione dell'Aida. E’ subito fama mondiale.
La sua scrittura è come tracciata dalla punta della sua bacchetta: il gesto è nervoso, rapido, vibrante. Il ductus, la conduzione della penna, si risolve in un filo grafico dal flusso bioenergetico sciolto, scorrevole, efficace (Fluida); l'espansione in orizzontale (3 Larghezze) e in verticale (Svettante e Radicata) testimonia una ricca apertura agli stimoli ed una forte articolazione degli interessi.
Lo stile espressivo rivela una netta prevalenza del movimento sulla forma, personalizza e risimbolizza il modello grafico originario (Antimodello, Variabile ed ingegnosa, tre segni cardine della creatività) senza perdere di estetica.
Di facile ispirazione (Occhielli scoperti in alto), traduce prontamente l’"intuizione fulminea in atto creativo, in realtà operativa (Radicata). La sua "intelligenza musicale", come la definisce Howard Gardner, è data soprattutto dal moto Scattante delle lettere che non rispettano l'allineamento alla base e dal calibro Fluttuante delle stesse, dalla variazione della loro dimensione con scansione ritmica armonica.
La Scattante dà il senso del ritmo, la capacità di percepire e discriminare con precisione, profondità ed intensità di suoni, timbri, toni e vibrazioni; la Fluttuante dà la capacità interpretativa; il fortissimo investimento energetico impresso nei tratti orizzontali è sinonimo di intemperanza, radicalismo, capacità esecutiva ed animatrice, è la bacchetta che si impone sull'orchestra, il bisogno di lasciare inequivocabile traccia del proprio transito terrestre.

 

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