Antonio Ligabue

Autore: A. Crudo (AGI)

Antonio Ligabue Nacque a Zurigo nel 1899 da padre sconosciuto e madre nubile, risultò poi affidato a una coppia svizzero-tedesca. Il rapporto coi genitori adottivi fu assai tormentato da un attaccamento di amore-odio con la matrigna e dal rifiuto per il patrigno alcolista e violento. Dal 1919, in seguito a un litigio fu denunciato dalla matrigna e di conseguenza venne espulso dalla Svizzera e mandato a Gualtieri, il paese del marito della madre che lo aveva legittimato, ma di cui poi rifiutò il cognome. Inadattamento, asocialità, reazioni violente lo condussero a diversi periodi di ricovero in ospedale psichiatrico e, quando non era ricoverato o ospite di qualcuno, si arrangiava vagabondando nei boschi e nelle campagne. Solo dipingere e disegnare lo calmava. Dal 1948 cominciò a essere noto e valorizzato come pittore da estimatori e critici.

A causa delle difficoltà linguistiche dettava le lettere, pertanto le uniche grafie osservabili sono le firme ed alcune frasi, in un tedesco svizzero antiquato, che si trovano nei disegni. Confrontata col modello dello scrivente, il gotico corsivo, la grafia risulta ortograficamente corretta e abbastanza chiara, leggibile. Il calibro è piuttosto grande, ben evidenziato e proporzionato al contesto come se l'autore si facesse parte integrante della scena e ne affermasse la presenza in un luogo da lui creato. Il gesto grafico è piuttosto essenziale, corposo. aspro e reattivo, (intozz.1°; angolosa; contorta; aste rette; sobrietà) sembrando in sintonia con l'atteggiamento degli autoritratti: dignitosamente serio, impettito, rinserrato, un po' impacciato, ma non privo di una certa orgogliosa fierezza pronta a scattare.

Risaltano enfatizzati gli occhi spalancati sul mondo a coglierne i dettagli e l'espressione dura e come risentita della bocca (chiara; staccata; accuratezze; stentata; titubante 2°; angoli A; scatt.; impaz.; non om. larghezze; complesso dei segni). Non mancava pertanto di consapevolezza di sé e delle sue qualità, come anche il percorso della sua evoluzione artistica, pur tra alti e bassi, dimostra (Larghezze tendenti alla media; chiara, disug. met. a tratti). AI logorio psicofisico, dovuto alla repressione di notevoli contrasti interni ed esterni (pendente; ang. A, intozz.; aste rette; stentata; non om. press e larghez), si contrappone una fervida immaginazione che sovrappone alla realtà un mondo fantastico, portatore degli incubi dell'inconscio, tradotto in visioni di lotte, agguati e assalti nella foresta, nei campi, nelle aie.

Le due realtà separate in un quotidiano desolato, sofferto e senza pace, trovano una efficace coabitazione nella realizzazione artistica. Il colore dà corpo alle immagini che prendono vita nella luminosità dei toni e delle atmosfere padano-svizzere (disuguaglianze: intozz.2°: personalizzazione: precisa a tratti). Chiuso, compresso, nervoso, diffidente, in balia dei suoi stati d'animo (complesso dei segni), riversò il suo affetto sugli animali con cui si identificava, e come unico sfogo espressivo ebbe la pittura, coltivata d'istinto e senza alcun supporto culturale, perciò visse l'arte come necessità vitale. I conflitti irrisolti nella vita pratica trovano una via d'uscita, un modus vivendi nello spazio artistico; il che può spiegare la produzione di capolavori che parlano all’inconscio dello spettatore.

 

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