Alcide De Gasperi & Palmiro Togliatti

Autore: A. Fossati Sapienza (AGI Lombardia)

Alcide De Gasperi & Palmiro Togliatti dal Calendario Grafologico, 2011: Fratelli D’Italia.

Alcide De Gasperi: Scrittura caratterizzata da: Alta allungata, angolosa, angoli A e B in alto grado, aste rette, manto rigo, intozzata 1° e 2° modo, accuratezza compassata (STL) con lieve movimento assiale e con presenza di gesti fuggitivi. Temperamento-carattere dominante: Resistenza. Figlio della sua terra trentina, tanto amata e luogo in cui trova pace e riposo mentale e fisico, De Gasperi assorbì con quel modello culturale la capacità di mantenere una visione realistica del mondo con mente colta e fede cristiana. Ciò gli ha permesso di essere persona motivata, salda e rigorosa tanto nella politica quanto nella famiglia: unione di vita quotidiana e vita spirituale. Giovane maturo e con ideali di unità europea già nei primi anni del '900, auspicò nel parlamento austriaco anche il riconoscimento di un Trentino italiano. Di atteggiamento piuttosto introverso, riservato e dignitoso, quasi freddo e poco sensibile ad una lettura esterna, nascondeva e custodiva però una intensa affettività, intesa come forte legame alla famiglia e visione umana verso i più deboli socialmente. Con amici e collaboratori tuttavia non mancava di humor. Il suo forte credo cattolico è stato il perno di una grinta di "mediazione" e di "protagonismo" anche nelle prove più critiche del momento storico personale e nazionale.

Palmiro Togliatti: Scrittura caratterizzata da: minuta con punte di minuziosa, buona triplice larghezza, manto rigo, aste rette, parca, intozzata 1° tendente a grossa. Temperamento-carattere dominante: Attesa. La stessa estrazione piccolo borghese aveva permesso a Togliatti una formazione culturale di tutto rispetto in campo giuridico con interessi anche in ambito filosofico. La sua mentalità capace di approfondimento e critica, non esente da qualità speculative tipiche di disposizioni alla ricerca, gli permetteva di sapersi muovere nel concreto con quella "vigilanza" che deriva dall'abitudine di legarsi profondamente alle proprie convinzioni (formata l'ipotesi tutto il vaglio è riferito alla sua convalida). Di atteggiamento cauto e nello stesso tempo freddo, avveduto e controllato nel parlare e nell'agire, sapeva sostenere confronti politici e collaborativi con valutazioni recise che non ammettevano repliche. Un modo per autoproteggersi e proseguire nei suoi obiettivi. Passava da un eloquio di ammonizioni a quello tra il bonario e lo sprezzante, ma anche con capacità di convenienza. Legato al proprio ideale e alle proprie idee, nei giochi di potere a volte trovava giustificazioni di fronte anche ad evidenti contraddizioni, non senza tensioni e nervosismi. Vitale e con una buona energia che lo aveva sostenuto nel riprendersi prontamente da incidente ed attentato, affrontava viaggi e fatiche fisiche senza grossi problemi. E' rimasto fedele all'ideale di una uguaglianza sociale sino alla fine.
 

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