Viaggio nel mondo dell'arte amanuense.

Autore: Elisa Bellucci

Presentato da: Istituto Grafologico Internazionale Girolamo Moretti

Viaggio nel mondo dell'arte amanuense. Amata scrittura - Viaggio nel mondo dell'arte amanuense.

INTRODUZIONE

In linea con la precedente ricerca, dal titolo 'La Bibbia del Convento di S. Francesco di Pergola, sulle tracce di un manoscritto medioevale', argomento di tesi di Diploma in Consulenza Grafologica A/A 2002-2003, questo nuovo lavoro vuole porre una maggiore attenzione sul tema del valore della scrittura e del libro manoscritto in epoca medioevale, sull'amore e sulla dedizione che il monaco amanuense aveva nei confronti di una meravigliosa arte a suo tempo considerata sacra e divina, unico mezzo per produrre, conservare, comunicare cultura.
La storia del libro, che possiamo dire svolgersi sicuramente nell'arco di oltre 5000 anni, è in massima parte la storia del libro manoscritto.

Le prime incerte apparizioni dei 'precursori del libro' anche se approssimativamente databili a qualche secolo prima del 3000 a.c., sono in senso lato riconducibili alle prime esigenze avvertite da talune aggregazioni umane che tendevano ad elevarsi da una vita tribale ad una vita di tipo cittadino, dove intorno al tempio il sacerdote fu detentore della capacità di tracciare ed annotare su tavolette di argilla liste di segni e primitivi alfabeti costituiti inizialmente da pittogrammi, poi da fonogrammi e ideogrammi.
Un documento egiziano del Nuovo Regno (1550-1080 a.c.) ci rivela l'importanza al tempo attribuita alla scrittura ed i privilegi che ne derivavano a chiunque fosse capace di usarla: " Lo scrivano è libero da fatiche manuali, è lui che comanda" Il libro e le sue modalità di compilazione si evolvono quindi tra l'Eufrate e il Nilo parallelamente alle esigenze di società orientate verso elevati livelli di civiltà e per le necessità di affidare ad esso la conservazione di conquiste matematiche, norme legislative, precetti religiosi e testi di pubblico interesse.

Strettamente connessa con la scoperta di efficienti materie scrittorie, l'evoluzione del libro manoscritto trovò ulteriore valido sviluppo nella perfezione del rotolo di papiro egiziano nel corso del III secolo a.C. e in seguito, nell'introduzione della pergamena che a partire dal IV sec. d.0 lo sostituì completamente. 
Consapevole della vastità dell'argomento, nel seguente lavoro si intende prendere in maggiore considerazione quella !unse parentesi medioevale nella quale la compilazione e copia dei libri avvenne ad opera di centri monastico-religioso, periodo in cui la manoscrittura ebbe un alto significato etico. spirituale  culturale e artistico cercando altresì, attraverso l'opera di alcuni autori, di sottolineare l'aspetto di devozione, cura e amore con cui l'amanuense si dedicò alla produzione dell'arte scrittoria e che conseguentemente fece del libro scritto a mano un 'oggetto del desiderio', visto e sentito come uno scrigno prezioso di misteri e a volte come venerato oggetto di culto. 

La seconda parte del lavoro si propone di riportare la testimonianza di tre autori davvero poco noti che vissero tra il XIV e il XV secolo, Giovanni Tritemio, Riccardo da Bury, Giovanni Gerson, i quali affrontano in brevi e interessanti trattati il tema a loro particolarmente caro dei libri e della manoscrittura, in riferimento al valore che questa andava assumendo nel loro contesto culturale. Il tutto per giungere al termine di un viaggio del movimento nel tempo senza fine della scrittura, che elevi il discorso, utilizzando le parole di Jhoannes Tritemius ad un 'elogio degli amanuensi' in riferimento ad un epoca, la nostra, sul punto di compiere un'ulteriore radicale trasformazione, quella tecnologica, che rischia di soffocare con la rapidità e l'efficienza di nuovi strumenti di comunicazione un'alta espressione artistica e storica, specchio di specifiche culture e di uniche, singolari personalità. 

[Vedi allegato]

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