Simulazione incarnata, empatia e gesto grafico

Autore: Barbara Bitelli

Presentato da: Istituto Grafologico Internazionale Girolamo Moretti

Simulazione incarnata, empatia e gesto grafico La scoperta dei neuroni specchio, avvenuta all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, ha portato una vera e propria rivoluzione nel mondo scientifico, e non solo. Tali cellule nervose, inizialmente rilevate nei macachi e poi anche nell’uomo, hanno la capacità di attivarsi sia quando si compie un’azione sia quando si osservano altri compierla. Il meccanismo neuronale che vi è alla base permette di unire direttamente la descrizione visiva di un'azione alla sua comprensione ed esecuzione.

Essi hanno un ruolo chiave nel rappresentare mentalmente gli atti motori, intendendo con tale termine i movimenti coordinati da un fine specifico: il sistema specchio infatti informa l’osservatore non solo sull'azione compiuta, ma anche sulle intenzioni che la generano, e questo fin dal suo inizio. Ciò che avviene è una simulazione, inconscia ed automatica, all’interno del corpo dell’osservatore, una simulazione incarnata, come definita dagli stessi ricercatori che l’hanno sperimentalmente studiata, fenomeno tanto più intenso quanto più l’azione appartiene al vocabolario d’atti posseduto da chi guarda.

Tale riconoscimento attraverso il corpo avviene anche per le sensazioni e le emozioni altrui, mediante una rete evoluta di meccanismi cerebrali che coinvolge anche il sistema limbico. Il concetto di empatia viene quindi posto in una nuova luce: essa risulta una conseguenza della nostra naturale tendenza a sperimentare le relazioni interpersonali innanzitutto e principalmente al livello implicito dell’intercorporeità.

Il presente lavoro si propone di indagare quale possa essere il coinvolgimento dei processi di empatia e simulazione incarnata durante l’osservazione di prodotti che rappresentano il risultato concreto di un gesto grafico. Nello specifico si intende valutare tale rapporto considerando l’arte visiva astratta e la manoscrittura.

Nel primo capitolo si descriveranno le tappe più significative della definizione sperimentale del sistema specchio, presentando gli esiti degli esperimenti che hanno consentito di definirne il funzionamento, di introdurre il concetto di simulazione incarnata e di correlarla al concetto di empatia.

Nel secondo capitolo si approfondirà il significato del termine “gesto grafico”, valutandone anche l’origine etimologica al fine di comprendere se esso possa venire considerato un atto motorio e con quali caratteristiche. Si descriverà l’evoluzione del gesto grafico nella storia dell’uomo e nello sviluppo grafomotorio del singolo, dallo scarabocchio alla scrittura, con l’obiettivo di verificare quali siano le analogie tra la creazione grafica del disegno e la manoscrittura. Si intende inoltre approfondire la valutazione degli aspetti motori ed espressivi associati ai prodotti dell’arte visiva, in particolare identificando le differenze tra le opere figurative ed astratte, e alla manoscrittura.

L’obiettivo è quello di esaminare, mediante le riflessioni e gli studi di esperti del gesto grafico, come l’arte visiva e la scrittura a mano possano coinvolgere l’osservatore, a livello del suo immediato sentire.

Nel terzo capitolo si effettuerà la descrizione di alcune ricerche che hanno sperimentalmente approfondito il tipo di attivazione del sistema specchio collegato all’osservazione di opere di arte astratta e della manoscrittura. Verrà introdotta una panoramica di specifici lavori sperimentali che hanno consentito di mostrare come la simulazione incarnata possa attivarsi anche senza che vi sia un’osservazione diretta di atti motori ma semplicemente tramite un riferimento ad essi, di tipo rappresentativo, o mediante la presentazione di un loro esito concreto. In questo contesto saranno introdotte la ricerca di Umiltà e colleghi (2012), che ha considerato le opere astratte di Fontana, e le ricerche di Longcamp e collaboratori (2006, 2011 e 2012, quest’ultima coordinata da Wamain) che hanno approfondito l’esame considerando come stimolo lettere alfabetiche.

Nella parte finale, tenendo presente quanto emerso dalle analisi presentate nel corso dell’elaborato e descrivendo alcuni esiti sperimentali a riguardo, verrà introdotto il dibattito attualmente molto acceso tra il valore della manoscrittura e quello dei suoi sostituti digitali, considerando le conseguenze di una possibile “estinzione” della prima.
 

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