Satanismo: da bufala mediatica a culto

Autore: Sara Cordella - Leandro Abeille

Presentato da: Redazione

Satanismo: da bufala mediatica a culto I risvolti giuridici di una ricerca criminologica e sociologica.

Ricerca sociale, grafologica e giuridica per storie di vita, interviste ed analisi grafologica. 


La bufala mediatica 

Moltissimi studiosi laici del satanismo descrivono ritualità in luoghi “magici” e personaggi da film del terrore che, incappucciati, stuprano vergini su altari in pietra mentre sorseggiano calici di sangue. Degli intervistati nessuno ha mai partecipato a questi riti. Qualcuno ne ha sentito parlare ma ha bollato queste ritualità come ritrovi di gente che cerca solo sesso facile.

Secondo alcuni criminologi le sette sataniche sacrificherebbero gatti neri durante i loro riti. Alcuni gruppi di animalisti la sera di Halloween battono il territorio alla ricerca di satanisti che catturano gatti neri per sacrificarli durante “il compleanno di satana” o per la festa pagana di Sahmain. Non sanno le associazioni di difesa degli animali che la stragrande maggioranza dei satanisti è molto amante dei gatti e mai li sacrificherebbe.

Altri sostengono che giovani donne sataniste attirino gli uomini nelle sette tramite offerte di sesso il cosiddetto “flirthy fishing”. Tra tutte, questa credenza è la più fantasiosa. Nell’osservazione partecipante di numerosi gruppi, nessuna offerta in tal senso è stata ricevuta. In compenso in molti, alla ricerca di BDSM, soprattutto sui social, si offrono come servitori alle sataniste. Per quanto si è potuto osservare, detti approcci falliscono miseramente.

Non è vero che i Satanisti non rappresentino una comunità e vivano nascosti nell’ombra, anzi, è vero il contrario; si trovano facilmente in gruppi Facebook come “Satanisti SNV (Satanisti la nostra verità) oppure in operazioni di “pride” ed informazione come nel canale youtube dell’Unione Satanisti Italiani.

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