Crisi di coppia, fragilità del soggetto e processo individuativo

Autore: Pierluigi Turra

Presentato da: Istituto Grafologico Internazionale Girolamo Moretti

Crisi di coppia, fragilità del soggetto e processo individuativo Presentazione

In questo lavoro, ho cercato di sviluppare e coordinare i numerosissimi stimoli che ho ricevuto nel Corso universitario di Grafologia; non solo quelli provenienti dalla specializzazione in consulenza familiare, ma anche quelli assimilati nei primi anni. 
Già durante le lezioni mi proponevo di non lasciare disperdere il grande patrimonio conoscitivo che ci veniva proposto; si trattava, ovviamente, non solo di stimoli intellettivi e dottrinali, ma anche di esperienze emotive e di vita che mi coinvolgevano direttamente come persona. 
E' appena il caso di ricordare che mi sono iscritto a grafologia a 55 anni (quando si è già "sur le retour"), ma a parte i vissuti personali, credo comunque che a partire da una certa età, la vita debba essere interpretata oltre che vissuta. Non per nulla, la seconda metà dell'esistenza si presta, meglio della prima, a ricognizioni interiori, se si vuole usare il linguaggio di Jung, a percorsi individuativi. 
Compilare la tesi, è stato dunque per me non solo un modo per riprendere autori e temi appassionanti, ma anche un'occasione per fare un check up sulla mia personale vicenda umana, per cui ho vissuto anche questa esperienza conclusiva non certo come una 'seccatura', un 'atto dovuto', ma come una avventura dello 'spirito'. 
Questo spiega probabilmente la lunghezza del lavoro, ma posso assicurare che quanto scritto appare indispensabile, almeno ai miei occhi, per penetrare nella complessità del tema trattato: crisi della coppia ( l° parte), crisi del singolo e percorso individuativo (2° parte). 
Malgrado la tesi possa sembrare debordante, essa presenta tuttavia una struttura organica piuttosto lineare, come può desumersi dall'indice generale, cui cercherò di dare, ora, una forma discorsiva. Più che un viaggio attorno alla coppia, si tratta di una incursione al suo interno, con un taglio decisamente psicologico, anche se non mancano riferimenti ad autori ed ad argomentazioni di tipo sociologico. 
Nella prima parte, cerco di rispondere ad una domanda di questo tipo: Perché, malgrado la presenza di forze vincolanti che operano per fortificare il rapporto di coppia (l'amore, l'intimità, il sostegno reciproco, le gratificazioni sessuali e la stessa spinta sociale alla coesione familiare), tutto ciò non è sufficiente a tenere insieme due partner che si sono scelti liberamente? 
"Come arrestare - si chiede M.Andolfi (•) - la crescita vertiginosa del numero delle rotture degli ultimi dieci anni? Rotture riguardanti non più soltanto i periodi oggettivamente critici, come la fase iniziale di 'rodaggio' o l'arrivo dei figli, ma separazioni dolorose dopo 20- 30 di vita in comune e per giunta in età avanzata, anche oltre i 70- 75 anni?". 
Nel cercare risposte a detti quesiti, mi ha accompagnato non solo la curiosità statistica, ovviamente, ma anche un certo sgomento esistenziale, perché è impossibile rimanere impassibili davanti a certe storie di coppia; le testimonianze dirette dei separati, riportate dalla pur esigua letteratura seria sull'argomento, ci ricordano infatti molto da vicino le tristissime vicende di amici e amiche, di familiari e parenti, alle cui nozze abbiamo magari partecipato come 'testimoni' di lui o di lei.  [...]

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