Writers

Autore: De Felice Nunzia

Writers IL FENOMENO WRITERS
Un approccio grafologico
La scrittura è il primo oggetto che è stato prodotto dall’uomo al fine di comunicare; essa è traccia e quanto tale, è oggetto comunicativo su cui si basa l’evoluzione dell’uomo.
Quello di scrivere sui muri pur essendo un fenomeno antico è diventato progressivamente sempre più frequente.
Il termine col quale oggigiorno ci si riferisce a tale fenomeno è writing. Tale disciplina si colloca all’interno della cultura Hip Hop nata nei ghetti newyorchesi e poi diventata movimento artistico negli anni 70-80.
La cultura Hip Hop è composta da quattro discipline:
  • il Rapping (canzoni in rima cantate o parlate)
  • il DJing (l’arte dimanipolare il suono attraverso la tecnica del mixaggio)
  • il Breaking (meglio conosciuta come break dance
  • il writing (che mette in relazione la scrittura del proprio nome, tag, con il disegno).
Le quattro discipline sono accomunate da alcuni fondamentali componenti: il rapporto di sfida e rispetto che si crea tra coloro che vi partecipano, la ricerca di uno stile che sia espressione della propria individualità, la strada come palestra, palcoscenico e supporto, la formazione di gruppi di riferimento, le crews dove il senso di appartenenza è veicolato da un’etica di comportamento comune.
Studiato da parecchi anni a livello “psicologico”, negli ultimi 70 anni si sono avuti molteplici lavori al riguardo: gli uomini producono più graffiti rispetto alle donne, trattano argomenti diversi, le scritte murarie risentono del clima politico e socio-culturale del momento nonché della collocazione geografica, le stesse scritte sono diversificate a seconda che siano interne od esterne.
L’interessamento al fenomeno da parte della grafologica e molto più recente (Coleman, Bradley e Shaw 1993).
Estrapolare una “personalità tipo” degli autori di scritte murarie utilizzando la grafologia è decisamente audace: ogni grafia reca in sé le caratteristiche della unicità e della irripetibilità individuale dell’autore e non sembra lecito supporre che i “graffiti” facciano eccezione a questa regola.
Indubbiamente però molte sono le affinità grafologiche tra le scritture soprattutto nell’ambito dello stesso argomento esposto (sportivo, sociale, politico, sentimentale..).
Ci si può comunque orientare verso la presenza di tratti psicologici condivisi da varie persone che, pur nella loro singolarità, consegnano ai muri o vagoni lo stesso tipo di messaggio.
Anche l’analisi relativa all’uso dello strumento scrittorio (parametro extra-grafico) lascia intendere una “diversità” sostanziale tra chi, in maniera premeditata, esce di casa con una bomboletta spray e chi, in maniera più estemporanea, lascia uno scritto con un pennarello.
Un sistema per comunicare stimoli e dissenso, ideali e progetti, ma senza legarsi ai metodi tradizionale.
I graffitari studiano le lettere dell’alfabeto e ne tirano fuori una forma originale, che diventa il loro logo e rappresenta la loro identità, ne decidono la dimensione e il colore per ottenere uno stile unico e riconoscibile nell’idea di raggiungere fama e notorietà rispetto agli altri coetanei.
Alla base del writing c’è la scrittura del proprio nome, ovvero la firma, un concentrato di stile: con un colore solo e con pochi tratti è possibile esprimere uno stile individuale e allo stesso tempo far notare la propria presenza.
Il luogo per eccellenza dei murales sono i treni. Quale miglior modo per far muovere i loro tag in tutta la città o in altri paesi, correndo sui binari che sono un enorme sistema di comunicazione, capace di collegare i writers di diversi quartieri, città, regioni.
Il tag (la tag) è lo pseudonimo di ogni graffitista, il suo alter-ego. Il tag corrisponde alla firma, scelto partendo da giochi di parole sulla propria identità o semplicemente scegliendo la parola che più lo aggrada, in base al suono o più frequentemente in base alle lettere che lo compongono.
L’elaborazione del tag può seguire lo stesso percorso stilistico di una firma scritta a penna con la propria grafia  con l’aggiunta di paraffi o svolazzi.
Quello che agli occhi di un profano potrebbe sembrare un semplice scarabocchio è per la maggior parte dei writers il frutto di un esercizio costante nel tentativo di coniugare estetica e rapidità.
Nel graffitismo è presente una componente legata ad un’espressività artistica e una forte componente di autoaffermazione che passa dalla rottura delle regole e dalla noncuranza delle leggi.
Dietro alle forme delle lettere c’è spesso un lungo studio fatto di bozze preparatorie ed ispirazioni provenienti dall’ambiente che circonda il writer stesso, di conseguenza ogni nazione e ogni città ha scuole di stili diversi:
lo stile tedesco: lettere sottile e intrecciate o fortemente accostate.
lo stile romano: lettere più gonfie, con angoli e curve che si alternano.


Alcune foto scattate ai vagoni della metropolitana di Roma

 


 
 
 

Categorie correlate

Per ricevere l'email degli aggiornamenti dei contenuti dell'autore.