Siamo tutti Narcisi?

Autore: R. Cupiccia e V. Giannitelli (Redazione)

Siamo tutti Narcisi? Spesso se ne sente parlare, spesso se ne abusa, come se fosse diventato una “tendenza”.

Ma cosa è esattamente il narcisismo? Cosa porta una persona a definirne un’altra “narcisista”?

Il termine narcisismo deriva dal mito greco di Narciso, personaggio famoso per la sua bellezza e che per questa aveva molti innamorati, i quali venivano costantemente respinti.

In ambito psicologico, questo termine è stato per la prima volta utilizzato dalla Psicoanalisi per descrivere una condizione di interesse e/o preoccupazione dell’individuo verso se stesso. Quest’ultima si situa lungo un preciso continuum, che va da una condizione di preoccupazione/interesse considerati “sani” fino a una condizione “patologica”, contraddistinta da un senso di grandiosità del Sé, auto percepito come unico e doveroso di ammirazione da parte degli altri.

A tal riguardo, il DSM-5 (APA, 2013) fa riferimento specificatamente al Disturbo Narcisistico di Personalità, descrivendone i seguenti criteri di identificazione:
- Senso grandioso di importanza, come ad esempio l’esagerazione delle proprie abilità e dei propri talenti o l’aspettativa di essere giudicato superiore a qualcuno o qualcosa senza alcuna motivazione;
- Presenza di illimitate fantasie di successo, potere, fascino e bellezza;
- Credenza di essere “speciali” e unici, nonché di poter essere compresi solamente da altre persone altrettanto considerate speciali e/o appartenenti ad una classe sociale elevata;
- Richiesta di eccessiva ammirazione;
- Presenza di una irragionevole aspettativa di trattamenti di favore da parte degli altri;
- Tendenza ad approfittarsi delle persone per i propri scopi;
- Mancanza di empatia, ovvero della capacità di identificarsi e riconoscere i sentimenti degli altri;
- Invidia verso gli altri o credenza che siano gli altri ad essere invidiosi;
- Presenza di comportamenti presuntuosi e arroganti.
 
Quante tipologie di narcisismo esistono?

Le persone che presentano un Disturbo Narcisistico di Personalità possono classificarsi in due tipologie principali: narcisismo overt e narcisismo covert.

Il narcisista overt (“inconsapevole”) è un individuo tendenzialmente arrogante, avente un’idea grandiosa di sé, che si pone obiettivi molto elevati (coerentemente con il proprio senso di unicità e grandiosità), eccessivamente sensibile alle critiche, poco tollerante circa la possibilità di essere messo in discussione e desideroso di una costante approvazione da parte dell’ambiente esterno, invidioso, sprezzante e riluttante ad accettare alcun tipo di critica (Lingiardi & Gazzillo, 2018, 484).
Sul piano interpersonale, si può osservare nel narcisista overt l’incapacità di sviluppare legami emotivi e relazioni sentimentali stabili, in quanto mostra una forte indifferenza verso i bisogni dell’altro e, al tempo stesso, pretende un trattamento speciale (ibidem).

Il narcisista covert (“a pelle sottile”) è, invece, più difficile da individuare in quanto, differentemente dal narcisista overt, non mostra all’esterno il proprio senso di grandiosità; infatti, l’estrema sensibilità alle opinioni e giudizi del mondo esterno gli impongono di essere schivo, di nascondersi, evitando costantemente di trovarsi al centro dell’attenzione e provando forti sentimenti di vergogna quando ciò accade. Il timore delle opinioni altrui impongono al narcisista covert di prestare una grande, eccessiva, attenzione al prossimo, connotata da un atteggiamento di estrema vigilanza (ivi, p. 485).
Valerio Giannitelli (psicologo)
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Anche la Grafologia, senza entrare nelle specifiche clinico-diagnostiche del tema che esulano dal suo campo di intervento, offre interessanti osservazioni che legano il tratto grafico alla struttura di personalità narcisista.

La natura umana è complessa e, assodato che analizzare una scrittura è un processo non lineare, diventa importante tentare di trovare dei segni nelle scritture che possano indicare caratterstiche specifiche e, nel caso del narcisismo, aiutarci a capire e comprendere lo sviluppo del fenomeno e di quanto esso possa ostacolare il nostro processo evolutivo.

Delle molte cose che si possono dire sul narcisismo, una appare fondamentale: non confondere il narcismo con l’amor proprio. Un sano amore per se stessi non é egoismo, non trascura o danneggia gli altri, non li esclude, non li pone in situazioni disfunzionali, ma ha il potere di coinvolgere, interessare, trasformare le relazioni. Amare gli altri ha una premessa fondamentale: l'amore per se stessi, che implica la capacità di accogliere o rifiutare quello che dagli altri ci proviene, a seconda di quanto risponde o no ai nostri bisogni e ai nostri desideri.

Quali sono i segni grafologici che identificano una struttura narcisistica?

Certamente non solo i cuori o cerchietti sopra la lettera "I"  (principalmente negli adolescenti o negli adulti infantili).

Oltre a diversi stili delle firme con paraffi o segni accessori la dr.ssa Barbara Taglioni evidenzia una serie di segni che, comunque, non possono essere utilizzati come una griglia per una certificazione di narcisismo, ma costituire una indicazione di cui tener conto.

- Grande (anche in zona media)
- Sopraelevazioni
- Sopraevelvazioni della ‘’p’’,  ‘’s’’ e ‘’v’’
- Firme grandi, sottolineate e ornate in maniera evidente
- Stretta di lettere e tra lettere
- Gonfiezze anche nelle aste inferiori e arrotolamenti
- Ascendente
- Aste grosse e trattino della “t” sopra l’asta
- «C» a conchiglia, ricercatezze
- Punto a cerchiolino
- Ricercatezze

Interessante è uno studio di un team internazionale di psicologi (sud americani ed europei) che hanno somministrato un sondaggio a un campione di 340 studenti universitari (192 donne e 148 uomini).

I ricercatori hanno scoperto che le persone con firme più grandi tendevano verso la fascia alta della scala del "dominio sociale", tendenza suffragata anche da affermazioni personali quali "Ho certamente fiducia in me stesso -  Sono sicuramente in grado di svolgere il compito assegnatomi - etc)".

Sorprendentemente (per il contesto socio-culturale in cui si é svolta la ricerca), anche le donne - ma non gli uomini - con firme più grandi hanno mostrato tendenze narcisistiche, basate sull'accordo con affermazioni come "Sono una persona speciale - Sono molto stimata da coloro che frequento - etc".

Un' altra ricerca che demolisce un altro pezzetto dei perduranti dubbi sulla attendibilità della Grafologia e dell'analisi della scrittura, che ricevono costanti smentite a firma proprio di quegli psicologi che accettano di indagare spazi di confine dove l'incertezza del risultato viene vissuta come stimolo a successive indagini che, come in altri ambiti della ricerca scientifica, necessitano di strumenti e metodi che vanno "inventati".

Nella ricerca sopra citata, i ricercatori affermano che questo studio è diverso a causa della sua focalizzazione solo sulle firme e non sulla scrittura a mano generale. Per esempio hanno misurato la dimensione della firma in base al rettangolo o al contorno più piccolo possibile che può essere disegnato attorno ad esso ed anche hanno controllato variabili come il numero di lettere intellegibili nella firma ed altro ancora che é possibile approfondire QUI.

Roberta Cupiccia (grafologa)

Ti interessa il tema? Iscriviti al webinar tenuto dalla dr.ssa Taglioni il 24 agosto 2021 alle ore 18.

 

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