Scrivere per guarire

Autore: Barbara Taglioni

Scrivere per guarire I ricercatori dell'Università di Aukland in Nuova Zelanda hanno dimostrato che la trascrizione degli stati d'animo negativi può letteralmente favorire la cicatrizzazione delle lesioni cutanee. Hanno provato che mettere nero su bianco le proprie emozioni favorisce e accelera la guarigione delle ferite non solo in senso metaforico e aiuta a combattere lo stress.
 
Gli esperimenti sono stati condotti per diverse patologie ma in particolare sono state considerate le ferite da taglio e come riferito dal "Psychosomatic Medicine", coloro che avevano messo per iscritto le loro emozioni sono guariti in metà tempo.
 
Altri risultati recenti hanno confermato che un gruppo di malati sieropositivi ha visto diminuire drasticamente la propria carica virale in seguito ad alcune sessioni di scrittura espressiva.
 
In una società dove l'utilizzo della scrittura sembra essere antico, quasi obsoleto, questa notizia non può che riempire di gioia noi grafologi, sostenitori da sempre dell'importanza della manoscrittura quale espressione peculiare di ogni individuo. La scrittura a mano sviluppa l'intelletto e l'elasticità mentale mentre l'uso della tastiera è certamente più veloce ma non dovrebbe prescindere dall'utilizzo della penna.
 
Le aree del cervello coinvolte sono differenti, la grafia impegna la memoria procedurale, quella che rimane per tutta la vita, che produce e promuove l'esperienza. Non possiamo poi non sottolineare che con il computer gli errori vengono automaticamente corretti limitando la consapevolezza delle imprecisioni.

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