Scrivere col corpo su parete di roccia

Autore: De Felice Nunzia

Scrivere col corpo su parete di roccia Grafologia e Arrampicata.
Scrivere su un foglio è un po’ come arrampicare su una parete?
(arrampicare in falesia)
Metaforicamente…….se l’arrampicatore è la penna e la parete della roccia è il foglio bianco su cui scrivere, con questa trasposizione si può dire che arrampicare è un po’ come scrivere. Ognuno ha un suo stile, delle preferenze di movimento, delle pause, delle accelerazioni, sia in fatto di scrivere che di arrampicare.
Nell’arrampicata l’io fisico e l’io mentale scendono in campo per “salire in alto”. Si apre un dibattito tra i due la cui intesa è fondamentale per una buona scalata.
Collaborando i movimenti acquistano fluidità, si evitano inutili sprechi di energia in mosse poco sostanziali per la buona riuscita.
In grafologia una buona scrittura è quella che restituisce all’occhio un certo ordine, chiarezza e leggibilità. Sobria nella costruzione formale e nei movimenti, fluida nella propulsione a dipanare il filo grafico sul foglio, senza scatti o scossoni, accelerazioni o rallentamenti improvvisi.
La comunione di alcuni concetti tra le due discipline pare evidente:
percezione (corpo/mano)
concentrazione
attenzione
coordinamento (corpo/mano-braccio)
collaborazione mente/corpo
gestione delle emozioni.
Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei….
Potrebbe valere anche: dimmi come scrivi e ti dirò come arrampichi?
Una scalata sciolta e fluida ci metterà di fronte uno scritto fluido?
E ancora uno scritto armonioso, equilibrato ed agevole sarà indice di scalata fluida?
Inoltre ci sono segni grafologici comuni tra scalatori?
Si potrebbe pensare a segni grafici quali la ricerca di ascesa, di obiettivi da raggiungere, di motivazione ferma, di creatività.
Tra i vari segni grafologici, quelli più significanti ai fini di suddetta indagine e che possono orientarci verso una correlazione tra le due discipline: grafologia e arrampicata sono quelli relativi al movimento, alla velocità, alla pressione e che aiuterebbero a identificare i vari tipi di scalatori da quello più energico e diretto, rapido e scattante, immediato e più istintivo che predilige strapiombi o rocce calcaree da quello che predilige placche lisce appoggiate o verticali meno dotato fisicamente ma dotato di tecnica della precisione e dei micromovimenti, meno rapido e più mentale, preciso e determinato, passando per tanti altri modi di arrampicare ed altrettanti arrampicatori.
Un corso di arrampicata per principianti: tre corsisti, due istruttori, una mental coach e le loro scritture.
Scrittura n.1 (guida alpina, istruttore):
molto lucido e ben organizzato, dagli obiettivi chiari, poco incline al sentimento ma sinceramente curioso, di acuta perspicacia e senso critico. Mai pago degli obbiettivi raggiunti, tende continuamente a superarsi in un gioco al rialzo che nella stessa misura lo appaga e lo stanca. Concretezza e visione d’insieme, precisione e flessibilità essenziale lo indirizzano ad affrontare gli impegni con logica e metodo. Intuito e deduzione si avvicendano nel desiderio di raggiungere l’efficienza e la chiarezza. Forte volontà e determinazione nell’attuare quanto programmato  così da evitare ripensamenti. Definisce le sue convinzioni dopo aver osservato attentamente i fatti, le situazioni, le persone perciò resta molto attaccato alle sue elaborazioni, non per questo è del tutto rigido e inamovibile nelle sue idee: può essere convinto ad evolvere laddove riconosce nell’interlocutore competenza ed esperienza. Capace di convertire ogni insegnamento ed esperienza in realizzazioni concrete;  con impegno e perseveranza sa organizzarsi e organizzare con essenzialità e spirito decisionale in cui la cautela e la propensione all’innovazione trovano un compromesso che stabilizza le due tendenze e la comunicazione con gli altri diventa mai eccessiva, piuttosto essenziale e semplificata.
Scrittura n.2 (istruttore):
personalità estroversa, attiva e operosa. Predilige  trovarsi in una posizione sociale e professionale che faccia convergere gli guardi su di lui. L’attenzione e l’interesse che suscita sono motivazioni determinanti per lui, lo ricaricano, lo fanno sentire vivo e inventivo.
Ha una buona opinione di sé, fa bene le cose alle quali si dedica valutando attentamente le conseguenze ma senza perdersi in pignolerie.
E’ dotato di una buona vitalità, non si stanca facilmente, ha una buona energia fisica e psichica. La sua intelligenza concreta, pratica punta a risultati tangibili. Le sue scelte sono fatte sulla base dei sentimenti di piacere che tali scelte provocano e sulle sensazioni visive e tattili che le accompagnano.
Si tuffa senza risparmio nella realizzazione dei suoi progetti e dimostra grinta per giungere alle sue mete; non si illude in idealismi irraggiungibili ma cerca delle mete che appagano i suoi interessi e dalle quali sente di poter trarre un vantaggio utile ad i suoi fini.
Se da un lato ama le discussioni che sente di poter affrontare con la sua critica pungente e mai banale, dall’altro  evita, con arte, gli scontri dai quali potrebbe non uscirne vittorioso e con la sua volontà decisa, spesso impulsiva può trascinare gli altri e renderli partecipi dei suoi entusiasmi.
Conclusioni
Scrittura n.1  e n. 2
I due istruttori erano chiamati a svolgere due compiti:
 definire preventivamente una linea d’azione da seguire per realizzare determinati obiettivi, entro un certo tempo, con determinate risorse,
valutare costantemente se tali obiettivi venivano realizzati o meno e se l’azione programmata era idonea allo scopo.
Si può dire che il lavoro di verifica dell’analisi grafologica sulle scritture n. 1 n. 2 ha confermato la presenza di segni grafologici indispensabili per la copertura ottimale del ruolo che erano chiamati a svolgere, quello di direzione, pianificazione e controllo della piccola organizzazione a cui erano a capo.
Scrittura n. 3  n. 4  n. 5
I tre corsisti analizzati hanno, al di là delle diversità personali, dei tratti che li accomuna e che li ha fatti scegliere una attività sportiva che a differenza di altri sport ha una probabilità di rischio di farsi male più alta di altri.
La nota comune ai tre arrampicatori, in ambito comportamentale e temperamentale è sicuramente quella dell’affidabilità, della perseveranza degli obiettivi, dell’attenzione nel fare, della finalizzazione e realizzazione degli impegni presi.
Altri tratti che ho ritrovato in comune sono: precisione, cautela, lucidità controllo, adattabilità, concretezza.
Di seguito degli stralci dell’analisi grafologica fatta sulle tre scritture:
n. 3 stefano: Dalla scrittura emerge una organizzazione mentale che si basa su principi logici, su un desiderio di efficienza e consequenzialità dettato da un bisogno di chiarezza.
Nell’avvicinarsi alla realtà è attento e preciso, cerca di non essere sorpreso da avvenimenti inattesi che potrebbero provocare stress o difficoltà.
Porta avanti la sua attività con regolarità e con un’azione perseverante, non esente però da dubbi e incertezze. Si impone del tempo per riflettere e ciò incide sul suo comportamento, talvolta diffidente e talvolta non del tutto ottimista.
Una intelligenza analitica che mira alla precisione, all’osservazione dei particolari.
Spicca un bisogno di risalire alle cause, di vedere la concatenazione dei fatti, di assicurarsi e rassicurarsi sulla loro realtà. Concentra le sue facoltà intellettive sugli obiettivi prefissati per portarli a termine con impegno costante, metodico e accurato per evitare di essere disturbato da ripensamenti.
La sua motivazione nasce sì da volontà e una certa dose di ambizione ma ancor più dalla necessità di realizzare qualcosa di solido, di costruttivo che possa soddisfarlo.
Curioso di spirito, aperto alle idee nuove, ha slanci nelle aspirazioni e capacità di vedere i problemi, le situazioni sotto angolazioni diverse e questo rende spesso le sue scelte difficili.
Capace di integrare il suo vivere presente con le esperienze passate; non intende però  rischiare per l’avvenire, né esporsi inutilmente.
 
Sa controllare e canalizzare le sue emozioni nell’attività giornaliera e nei progetti da realizzare, ha una spiccata capacità di cogliere le sfumature nelle parole e negli atteggiamenti degli altri.
Nei rapporti interpersonali il suo desiderio è di impostare i rapporti con chiarezza ma spesso questo forse è chiedere un po’ troppo all’altro; si aspetta comprensione e finezza di sentimenti, sentendosi difficilmente appagato.
n.4 fulvio: Scrittura insieme fragile e forte che nasconde possibilità che, per realizzarsi possono seguire un cammino non facile ma che la sua forza d’animo trasforma in concretezze.
Risente delle aggressività, intolleranze, incomprensioni che provengono dall’ambiente esterno e dalle persone con le quali si relaziona.
Vive gli avvenimenti con un coinvolgimento sincero e spesso si trova indifeso di fronte alle cattiverie e all’indifferenza, nonostante ciò è aperto agli altri e sa trovare delle soluzioni pratiche ed operative per evitare tensioni e stress.
Perseverante verso gli obiettivi che si prefissa, nonostante  dubbi e incertezze, prevale poi la forza di volontà che lo porta  verso conclusioni reali.
Dalle continue oscillazioni tra una decisione e l’altra nasce una conflittualità che genera però un dinamismo creativo e una ricerca di un’autentica costruzione di sé.
L’armonioso sviluppo di sé che tende a realizzare riposa su un perfezionismo che può talvolta limitare i suoi slanci, i suoi impulsi interiorizzando eccessivamente un suo mondo di percezioni e sensazioni.
I rapporti interpersonali, molto corretti e sorretti da una eccellente educazione, sono guidati da una capacità di adattamento innato.
La sua capacità di partecipazione non si traduce né in esternalizzazione vistose di sentimenti - ha un estremo pudore ad esprimerli - né in verbalizzazioni eccessive, è chiaro, esauriente ma sobrio.
Molto ancorato al suo ambiente di provenienza e più a suo agio se sente di contare su una struttura di appoggio  e su un chiaro punto di riferimento affettivo, malgrado tutto, sente la spinta ad emanciparsi maggiormente ed affermarsi in un ambiente al di fuori di quello familiare e professionale.
n.5: irene: La scrittura presenta una buona combinazione di angolo e curva dove la precisione dell’angolo si sposa con la flessibilità della curva, il particolare con la visione d’insieme, la riflessione e l’attenzione ha il supporto dell’agilità mentale.
Questa giovane donna affronta gli impegni con logica e metodo assistita da curiosità intellettuale e là dove non arriva l’analiticità l’intuizione fa capolino ad allargare la veduta con argomentazioni che si colorano di percezioni.
Nella vita quotidiana ama le cose ben fatte e non trascura i dettagli ai quali conferisce spesso molta importanza. Spesso è poco indulgente con se stessa ed è perciò portata ad essere talvolta intransigente verso gli altri.
E’ selettiva e non concede facilmente la sua fiducia. Il legame, quasi inesistente tra le parole, imposto dallo script  ci parla di bisogno di protezione da una parte e di bisogno di controllo dall’altra; di volontà di limitare gli scambi interpersonali profondi per proteggere la propria sensibilità e/ o nascondere le proprie insicurezze.
Preferisce pianificare più che affidarsi al caso, accurata nella esecuzione dei compiti e costante nei comportamenti sacrifica a volte “sull’altare della precisione” quelle doti di entusiasmo e propensione all’innovazione.
 
Tende a non lanciarsi verso il nuovo anche se possiede una forte vitalità e una energia psichica ancora in cerca di una “via” (La via di Irene 6a) per poter esprimere la sua personalità e liberare le sue preziose potenzialità.
Pur essendo forte il bisogno di parlare all’altro, di essere disponibile all’incontro, è presente in lei anche un atteggiamento di difesa e di diffidenza.
Coesistono quindi in lei due tendenze opposte che tenta di far convergere in un punto di incontro. Da un lato un vissuto di esperienze deludenti dalle quali cerca di prendere le distanze e dall’altro un bisogno di scambio, di ascolto e di partecipazione.
Ha bisogno di sentirsi sollecitata, spinta dall’ambiente per essere maggiormente efficiente e per valorizzare le sue qualità e poter far emergere quelle parti di sé che chiedono di essere liberate dal peso delle delusioni.
Una mensione a parte merita la scrittura n.6.
E’ quella di una figura che si è creata una collocazione all’interno del gruppo grazie alle sue qualità innate, che spontaneamente nella situazione più congeniale alle sue prerogative sono venute fuori. “Ciò che qualifica una persona è il suo comportamento” e come ha scritto James Hillman “Il comportamento crea anima”; ed è quanto è successo con Emanuela, il suo comportamento le ha dato la qualifica di sostenitrice e motivatrice del gruppo principianti affiancandosi ai dei due istruttori nelle svariate attività sia pratiche, teoriche e soprattutto mentali ed emotive.
n.6 Emanuela: Nella scrittura di Emanuela, la disposizione del testo all’interno della pagina lascia intravedere un ritmo tra bianchi e neri che infonde vivacità allo scritto dove la razionalità di “Sole” lotta contro l’irrazionalità di “Luna”, il principio del piacere contro  l’esigenza del rigore.
 
Ricettiva nei confronti degli altri, tollerante e disponibile ma non al punto da rinunciare ad alcuni principi per lei imprescindibili o mettere da parte ciò che le piace o le è utile.
Volta alla ricerca della conciliazione e dell’armonia è disposta a porgere, a chi le sta vicino, una mano e ad offrire la sua comprensione, a lasciargli il giusto spazio per poter valutare più attentamente ciò che le accade intorno per meglio organizzarsi e distinguere tra problemi importanti e problemi meno urgenti, in una ottica  meramente personale.
Facilmente sollecitata dall’ambiente, dalle persone, è solita porsi con partecipazione in quello che fa o per il quale si chiede il suo aiuto seguendo un ritmo suo fatto di impegno e rilassamento, di adattamento naturale, senza urti e senza inutili aggressività.
Sa stabilire delle relazioni piacevoli e serene con gli amici, sa essere di compagnia piacevole, e sa gustare i lati buoni della vita.  Possiede un’affettività aperta, gentile, comprensiva  preferendo spesso astenersi da  giudizi critici.
Il desiderio di affermazione e lo slancio alla realizzazione che possiede, fanno parte delle sue capacità latenti che, attualmente sembra non utilizzare appieno e far rendere come potrebbe. La volontà che possiede non è infatti indirizzata in modo ottimale  mancando , a volte, di continuità  nell’applicazione dei progetti.
….Emanuela la “mental coach”.
Un mental coach non ha il compito di confezionare il vestito, ha il dovere di nobilitare ogni essere nella sua natura e liberare il suo potenziale affinché si esprima al meglio e ottenga il meglio da sé e dagli altri. Il suo compito è conoscere e ascoltare prima, sostenere e guidare poi.
Il mental coach, dunque, è chi ci accompagna nel viaggio interiore, nell'esplorazione delle nostre risorse cognitive, emotive, fisiche. È chi ci guida e ci sostiene in una salita e in una discesa per riportarci a rivedere le stelle, cambiati, consapevoli e liberi.
Whilelm Reich sosteneva l’importanza e l’utilità della fatica fisica, del lavoro, dell’esercizio sportivo. Più si è coinvolti in un esercizio e più la consapevolezza di noi affiora alla coscienza. Esiste una sapienza del corpo e la fatica fisica è essenziale per risvegliare l’intero essere e la stessa agilità della mente. Il desiderio da solo non è sufficiente, ma sono necessari anche la determinazione e lo sforzo e questa pratica orienta la mente creando una mentalità positiva .   
 
 
 

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