Palmiro Togliatti (1893/1964)

Autore: Sonia Iannelli

Palmiro Togliatti (1893/1964) Leggi le premesse storiche

1 - Profilo biografico.

Sin da studente universitario fu politicamente attivo nelle fila socialiste, al fianco di Antonio Gramsci, con il quale fondò L'Ordine nuovo (1919). Nel 1921 fu tra i protagonisti della scissione di Livorno del Partito Socialista, dalla quale nacque il Partito Comunista Italiano, divenendone membro del Comitato Centrale. In tale veste contribuì alla sconfitta della minoranza estremista e filoanarchica di Bordiga, al congresso clandestino di Lione del 1926, mostrando sin da allora le attitudini di leadership improntata al realismo, al rifiuto del sovversivismo e dell'avventurismo ed alla rigida disciplina gerarchica, che ne fecero in seguito uno dei più perfetti interpreti della strategia staliniana in occidente.
Dopo l'arresto di Gramsci divenne Segretario del partito nell'esilio francese, quindi fu a Mosca, dove divenne membro del Direttivo della Terza Internazionale e collaboratore diretto di Stalin. Attivo in Spagna nel fronte antifranchista tra 1937 e 1938, elaborò in seguito le sue teorie sulla collaborazione con le forze borghesi e sul raggiungimento degli «obiettivi intermedi» in luogo della rivoluzione armata teorizzata da Marx.
Tornato in Italia dopo la caduta del fascismo nel 1944, con la «svolta di Salerno» trasformò queste idee in tattica politica concreta, partecipando ai governi ciellenisti come Vice Presidente del Consiglio, ministro senza portafogli e poi di Grazia e Giustizia. Nonostante le molte concessioni tattiche fatte alle richieste di parte moderata (l'ultima e più grave sull'art. 7 della Costituzione), venne estromesso dal Governo De Gasperi che inaugurò la stagione del centrismo, nel maggio del 1947.
Accentuò allora la linea di intransigenza, rinsaldando l'intesa con il PSI di Nenni, andando allo scontro frontale del 18 aprile del 1948, dal quale uscì sconfitto. In seguito, lavorò per contrastare le posizioni radicali e rivoluzionarie nel suo partito, fedele ad una politica di gradualismo e di attenzione all'elettorato moderato, tentando la costruzione di un «partito nuovo», nazionale e di massa, aperto a culture non marxiste, seppure nell'ottica della centralità comunista.
Scampato ad un grave attentato nel luglio del 1948, affrontò la crisi di credibilità del suo partito, conseguente alle invasioni sovietiche in Cecoslovacchia (1948) e Ungheria (1956), mai ripudiando apertamente lo stalinismo, denunciato da Kruscev nel XX Congresso del 1956, seppure cautamente aprendo a prospettive di un'autonoma via italiana al socialismo. Morì nel 1964, dopo aver di fatto boicottato le aperture del primo centrosinistra.
 
2 - Giudizio storiografico.
Politico ingegnoso e colto, uomo cauto e freddo, per tutta la vita egli mostrò uno stile sottile, flessibile, prudente. Calcolatore e determinato, machiavellico nella concezione della politica, era alieno da sentimentalismi e faceva prevalere la concretezza sull'idealismo. Capace di gelida razionalità, era dotato di una diplomazia spinta fino alla doppiezza; doppiezza che è rimasta proverbiale, diventando una sorta di luogo comune riassuntivo dell'intera sua personalità.
 
3 - Profilo grafologico.
La grafia di Togliatti conferma il giudizio storiografico. Essa è piccola, spaziata, ondulata, arrotondata, raggruppata, inclinata, rettilinea, lenta, posata, con gesti a ritroso; la pressione è appoggiata, a mazza; il tratto è pastoso e pesante.
Personalità indipendente e a volte complicata, Togliatti appare individualista (scrittura a rebours), non privo di orgoglio e amor proprio, capace di autocontrollo (lenta e trattenuta). Apparentemente privo di ostentazione (scrittura piccola), è più forte di quanto non sembri, perché ha difese con le quali si protegge dagli urti; ciò lo aiuta ad insediarsi nel mondo, animato da grande concretezza e fiuto. Sa ascoltare e tenere a freno l'ambizione, gestire le proprie risorse; non ama la polemica e la battaglia, ma è perseverante nel portare avanti le proprie idee.
Conciliante all’apparenza, ma inafferrabile, pone freni alla spontaneità ed alla sincerità (lenta, denti di squalo), denota calcolo, adattabilità e morbidezza fino all’ambiguità; la capacità di conciliare predomina (ondulata), ma lascia spazio all'occorrenza alla resistenza ed alla tensione, e perfino alla volontà di dominio.
Emotivamente mostra affettività interiorizzata e apparentemente facile comunicazione con l'ambiente (scrittura arrotondata), cerca la propria e l'altrui soddisfazione. Persona solida, capace di autocritica, riservato e prudente ma non fino all'isolamento. Denuncia disagi interiori e desiderio di contatto, che compensa cercando l'efficacia nella realizzazione, senza lasciarsi andare ai propri impulsi (scrittura pensiero).
L'intelligenza ha atouts eccezionali, è caratterizzata da chiarezza, riflessione, indipendenza, doti di valutazione e osservazione. Pensiero evoluto e versatile, caratterizzato da ordine, ponderazione e capacità di progettazione. Immaginazione e creatività (ondulata), versatilità ed originalità (raggruppata e ritmata, rebours) si accompagnano alla concentrazione, attenzione, interiorizzazione (piccola).
Determinato e ricco di dinamismo e volontà di realizzazione, concentrato sugli obiettivi, beneficia di una costanza nell'impegno che, assieme alla stabilità garantita da un buon adattamento al reale, ne fanno un leader naturale proprio in senso politico: mano di ferro in guanto di velluto e velata trasparenza.

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