Non si può rinunciare al corsivo

Autore: R. Cupiccia e G. Gaglione


La scrittura ha differenti caratteri, ovvero differenti modi per scrivere le lettere dell'alfabeto e le parole; questi sono stampato maiuscolo e minuscolo (script), corsivo maiuscolo e minuscolo.
 
Un aspetto fondamentale che va evidenziato è quello che il corsivo permette l’attivazione di aree del cervello che coinvolgono il linguaggio, la scrittura e la memoria.
 
Perché fare questa osservazione se è in auge l’utilizzo del corsivo nelle scuole italiane?
 
Con l’arrivo degli smartphone, computer e dispositivi elettronici, l’utilizzo della scrittura è cambiato radicalmente e sempre più giovani favoriscono lo stampato maiuscolo o lo script.
 
L’evoluzione tecnologica viene “approvata” da diversi studi di cultura anglosassone che mostrano che l’utilizzo del corsivo rappresenti una mera perdita di tempo e di come quel tempo si potrebbe impiegare per altre attività più produttive.
 
Di contro a queste chiavi di lettura, altri studi evidenziano quanto sia NECESSARIO istruire i ragazzi all’utilizzo del corsivo e di come questo sia intimamente correlato allo sviluppo cognitivo.
 
Gli oppositori del corsivo sostengono che leggere e scrivere lo stesso non sia importante in una società orientata sempre di più verso il digitale, anzi affermano come il suo utilizzo sia un rallentamento nel lavoro e un mantenere vecchie tradizioni ormai in disuso. Il corsivo per alcuni studiosi del settore viene definito come arcaico e da relegare solo allo spazio legale (firme di contratti, assegni, etc). Sostengono inoltre che il tempo impiegato nell’apprendere tale forma di scrittura potrebbe essere utilizzato per altre materie scolastiche, visto anche che lo stesso non serve ai fini dell’approccio al mondo del lavoro.
 
Possiamo perciò dire che il corsivo non è “pratico” e costituisce un rallentamento alla vita quotidiana?
 
Da questo asserto scaturiscono alcune domande… serie!
 
- Ciò che viene presentato come teoria ha avuto una validazione trasversale che consideri più effetti e fenomeni o è solo il punto di arrivo di un pensiero “capitalistico” in cui il valore è legato alla produzione?
 
Sull’altra sponda, sia la pedagogia e che la psicologia dell’età evolutiva sottolineano che il corsivo è essenziale nella crescita: nel rapporto occhio-mano, nella sequenzialità del pensiero-concetto-azione, nella acquisizione di una manualità fine,… di fatto acquisizione di competenze basilari di tipo cognitivo e psicomotorio e di abilità manuali e di pensiero, obbligando a percepire l’insieme e il parziale in unico momento e a organizzare gli spazi.
 
Tutto questo ha una ricaduta in: aumento dell’attività cerebrale, risultati scolastici migliori, una maggiore coerenza e una maggiore comprensione nella lettura.
 
Favorire il corsivo non significa rifiutare la tecnologia o non andare di pari passo con essa, o cercare di escludere il progresso… significa dare la giusta importanza ad una azione la cui mancanza causerebbe un “abbattimento“ di capacità e competenze nei futuri uomini di un domani prossimo.
 
La domanda che ci facciamo di contro è: “É giusto abolire il corsivo dato che ne abbiamo l’effettiva necessità per lo sviluppo dell’apprendimento?”
 
Forse sarà il tempo a darci una risposta dato che alcune scuole americane lo hanno abolito ed altre si sono dichiarate completamente contrarie. Sono in corso interessanti progetti legati all’osservazione circa le differenze cognitive nelle scuole dov’è stato abolito e dove no. È presto per dare sentenze definitive, ma è sicuramente tardi per promuovere una cultura che veda l’importanza di porsi questi quesiti su problematiche che, banalmente, vengono sottostimate.
 
Da ultimo, ma non per ultimo, c’è da considerare un “discorso emotivo”.
 
Non sono necessari test o studi statistici per condividere l’idea che la lettura di un foglio scritto a mano è diverso, molto diverso, da un foglio che con un fruscio, spesso fastidioso, esce dal vassoio di una stampante! La stessa differenza che c’è tra un sandwich di un distributore automatico e il panino che ci preparava nostra madre.

Gabriella Gaglione (Psicologa – Redazione Grafologia) 
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Sitografia
 - http://www.psicopedagogie.it/scrivere_corsivo.html
- https://www.orizzontescuola.it/scrittura-a-mano-uno-strumento-di-inclusione/
- https://www.repubblica.it/venerdi/articoli/2016/11/14/news/ma_com_e_moderno_scrivere_a_mano-151978374/
- https://www.nostrofiglio.it/bambino/istruzione/perche-secondo-la-scienza-e-importante-saper-scrivere-in-corsivo
- https://www.puntografologia.it/grafologia-articoli/bye-bye-corsivo-e-l-america-si-divide-negli-stati-uniti-quasi-nessuno-lo-usa-piu-per-i-suoi-detrattori-e-un-vecchio-arnese-da-nostalgici-di-destra-ma-per-gli-psicologi-sviluppa-abilita-intellettive-che-lo-stampatello-non-mette-in-moto-c1689.html
- https://www.riabilitazioneuropsicomotoria.it/2019/11/14/limportanza-del-corsivo-collegamento-mano-cervello/
 
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E DAL PUNTO DI VISTA GRAFOLOGICO?
 
La grafologia è un metodo che ha l’obiettivo di ricercare, attraverso l'analisi della scrittura, le connotazioni caratteriali dello scrivente. Caratteristiche che lo distinguono da tutti gli altri e ne determinano il comportamento nei vari contesti quotidiani e sociali.
 
Tutte le volte che scriviamo lasciamo un’impronta che rappresenta il nostro IO, noi stessi. Come l’individuo, nel corso della vita, cambia e si modifica per cause biologiche, psichiche, relazionali anche la nostra scrittura cambia e si modella a seguito della nostra storia. Di fatto, la nostra scrittura è univoca e ci identifica, come le nostre impronte digitali: non ve n’è una uguale all’altra!
 
Dal punto di vista scientifico la scrittura è un gesto che si attiva attraverso movimenti fisiologici meccanici, a seguito di impulsi cerebrali, che si fissano poi sulla carta tramite la mano e l’attrezzo scrivente. Pertanto, nell'atto di scrivere, resta coinvolta tutta la soggettività personale, nella sua unicità e nella sua complessa attività cerebrale e neuromuscolare. (1)
 
Ma c’è differenza tra la scrittura stampatello e scrittura in corsivo? Sì.
 
Quando si scrive in stampatello il gesto grafico è continuamente spezzato, è un modo di scrivere quasi meccanico. Pensiamo di essere più chiari ma così facendo ci stiamo progressivamente omologando perdendo la nostra individualità. Quando leggiamo una lettera o un messaggio d’amore scritti a mano e in corsivo, proviamo una forte emozione, come se la persona che lo ha scritto fosse fisicamente presente. Ognuno di noi riconosce la propria grafia o quella di un proprio familiare tra tante, mentre non riconoscerebbe un sms tra mille altri.”  (2)
 
Utilizzando il corsivo, invece, attiviamo le aree del cervello che interessano il linguaggio, la scrittura e la memoria e, inoltre, impegna anche a non staccare la mano dal foglio. Ciò significa che aiuta a stimolare il pensiero logico-lineare e permette di associare le idee in modo sequenziale.
 
In apertura d’articolo il video dell’intervista a P. Fermino Giacometti - Presidente dell’Istituto Grafologico Internazionale G. Moretti di Urbino nella trasmissione Superquark dove spiega e suggerisce di non abbandonare l’utilizzo della scrittura a mano per i danni che può provocare non solo al singolo individuo, ma all’intera comunità.
 
Si suggerisce anche la lettura dello studio internazionale Ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora (Brenda Rapp, Argye Hillis e Jeremy Purcell) e del CIMeC – Centro Mente/Cervello dell’Università di Trento (Gabriele Miceli) in collaborazione con SCA Studio associato di Roma (Rita Capasso), che si occupa di valutazione, diagnosi e riabilitazione dei disturbi cognitivi e motori del bambino, dell’adulto e dell’anziano hanno identificato, per la prima volta, le aree dell’emisfero sinistro del cervello che sono alla base delle conoscenze sull’ortografia della parola (“memoria a lungo termine”) e dei processi che permettono di scriverla (“memoria di lavoro”). (4)
 
A sostegno dello scrivere a mano si potrebbero elencare i benefici:
- migliora la funzione di lettura e di calcolo
- rafforza la capacità di attenzione e cognitiva
- aiuta la concentrazione
- favorisce il pensiero critico e obiettivo
- aiuta a costruire buone relazioni comunicando le proprie idee
- aiuta ad esprimere la creatività individuale
- ….
 
Possiamo aggiungere che con l’aiuto di un grafologo professionista potremmo conoscere qualcosa in più di noi: in base a come tracciamo le lettere, come gestiamo lo spazio, come teniamo il rigo, come firmiamo e molto altro ancora.
 
Ancora... ricordare che la scrittura ci permette di auto-comprenderci, identifica il nostro carattere, la nostra unicità e che non ha nulla a che vedere con il font usato per scrivere su pc e/o smartphone…

ma semplicemente: preferisci gli auguri di Natale su WApp o un bigliettino colorato con le parole e la firma svolazzante di chi ti vuole bene?
 
Roberta Cupiccia (grafologa - resp.del portale puntografologia - Smm)
 
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Sitografia
1. http://www.disgrafiapura.it/ 2. Da Con la penna in mano – Intervista a cura di Elisa Sartarelli
3. https://www.puntografologia.it/video/perche-scrivere-a-mano-tiene-allenato-il-nostro-cervello-c2494.html
4. https://www.askanews.it/scienza-e-innovazione/

 

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