La scrittura degli artisti

Autore: Barbara Taglioni  

La scrittura degli artisti Un viaggio attraverso l'opera pittorica di Antonello da Messina, Raffaello, Modigliani, Kandinskij, Van Gogh e la loro scrittura
 
Esiste un filo conduttore tra l'arte, intesa come gesto pittorico, e la scrittura, considerata come gesto grafico di un artista? L'atto creativo che conduce all'opera ha una specifica relazione con la produzione grafologica? La dinamica grafo-psicologica che guida l'impulso creativo è la medesima che entra in gioco nell'atto di scrivere? (da "Creatività tra genio e follia" di N. Boille) Una goccia di sangue o una particella di osso permettono all'esperto di riconoscerne l'appartenenza, il grafologo è quasi sempre in grado di identificare uno scrivente a partire da un tratto della penna, e ancora, un qualsiasi frammento di un'opera di Rembrandt, una sola frase di Proust, un rigo di Mozart o di Debussy sono, almeno virtualmente riconoscibili. Esiste allora un sigillo dell'artista, un gesto-tipo nella sua arte, nel suo disegno, comune nella sua grafia? Proviamo a prendere in considerazione alcuni artisti celebri, universalmente riconosciuti, e confrontiamo alcuni dei loro quadri con i loro manoscritti.

Incominciamo il nostro viaggio da lontano e precisamente tra la fine del 1400 e i primi anni del 1500. Ci piacerebbe innanzitutto dilungarci e approfondire il personaggio di Antonello da Messina, ma il rispetto e l'etica professionale ci impediscono di esprimere considerazioni e parallilismi tra la sua grandiosa opera artistica e le scarsissime tracce ritrovate relative alla sua scrittura per di più di origine incerta. Possiamo considerare allora Raffaello Sanzio, un altro grande artista suo contemporaneo.
 
 

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