La prevenzione della disgrafia

Autore: Eliana Pagliardi

La prevenzione della disgrafia La disgrafia si può diagnosticare a partire dalla fine della seconda classe della scuola primaria, ma fin dalla scuola dell’infanzia ci possono essere i primi segnali d’allarme.
 
Il bambino a rischio, durante la scuola dell’infanzia di solito :
- rifiuta di svolgere attività grafomotorie come disegnare o colorare, fare esercizi pregrafici come tracciare linee dritte e curve;
- ha difficoltà ad eseguire esercizi di motricità fine, quindi rifiuta i lavoretti manuali ;
- ha difficoltà a collocare piccoli oggetti nello spazio e a posizionarsi sul foglio per disegnare
- se sta imparando a scrivere in stampato maiuscolo può scrivere lettere a specchio o numeri capovolti;
- è confuso riguardo la preferenza della mano per scrivere ;
- ha una postura scorretta ;
- manifesta un ritardo nell’acquisizione delle autonomie personali.
 
Il ruolo della scuola dell’infanzia risulta, quindi, molto importante sia per una precoce identificazione della disgrafia sia per utilizzare un metodo didattico appropriato in vista della prevenzione, lavorando sui pre-requisiti per l’apprendimento della scrittura, soprattutto a partire dai 4 anni in su.
 
Le attività da proporre al bambino prevedono all’inizio una fase di rilassamento, che si attua attraverso la respirazione e la percezione dell’aria fresca che lentamente, inspirando con il naso entra nei polmoni si espande, e poi espirando esce, dalla bocca. Questo esercizio serve per migliorare la concentrazione, e abituare il bambino ad ascoltare il proprio corpo e il ritmo naturale delle cose del mondo.
 
Molto importanti sono i giochi di movimento , in considerazione del fatto che non si scrive solo con la mano ma con tutto il corpo. In particolare la spalla, l’avambraccio, tutto il braccio e il polso dovranno essere allenati al movimento per acquisire scioltezza e se ne dovrà rinforzare la muscolatura per ridurre la fatica di scrivere e rendere più sciolto e armonico il gesto.
 
Gli esercizi-gioco si svolgeranno con l’ausilio della musica o di strumenti musicali che scandiscano il ritmo Esempi: con le braccia creare nell’aria grandi cerchi per poi ridurne la dimensione, con i pugni chiusi roteare le mani a destra e a sinistra; l’educatore batte un ritmo e fa camminare il bambino lentamente o velocemente; far imitare la camminata di un elefante, di un gatto ecc; far ascoltare al bambino un brano musicale proponendogli di imitare un direttore d’orchestra; far ascoltare un brano musicale e chiedere al bambino di battere le mani a destra e a sinistra; Invitare il bambino a muoversi, ballare a tempo di musica.
 
In seguito si potranno proporre attività di percezione e organizzazione spaziale attraverso la pittografia, da svolgere su fogli grandi 40x50, in piedi, con il corpo perpendicolare al banco.
 
Sull’organizzazione spaziale si può lavorare anche attraverso disegni liberi, disegni guidati, completare immagini, costruire puzzle, figure in cui unire i puntini e molto altro.
 
Il lavoro sulla motricità fine si svolgerà attraverso esercizi specifici con le mani, giochi con le dita.
 
Esempi:
- esercizio del pianoforte: tamburellare con le dita della mano dominante sul tavolo prima con tutte e cinque le dita, poi solo con tre dita, poi cambiare mano e risvolgere gli esercizi e poi con le due mani contemporaneamente;
- costruire piccole palline di plastilina, das, e lanciarle verso un bersaglio prima con pollice e indice, poi con pollice e medio e così via;
- fare collage, origami,
- Ritagliare forme, costruire oggetti con plastilina, pongo ecc; disegnare, ritagliare e incollare figure.
 
Importante sarà anche il lavoro sulla lateralità, che si svolgerà attraverso esercizi come: rispondere alle consegne date dall’educatore e quindi alzare la mano che serve per scrivere, il piede che serve per calciare il pallone, passando pian piano ad esercizi più difficili come riconoscere la destra e la sinistra su una figura o su una persona o sollevare contemporaneamente braccio destro e sinistro.
 
Per esercitarsi sulla conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo si potranno proporre i seguenti esercizi: su consegna verbale far toccare al bambino con la mano destra il suo piede sinistro, battere un piede a terra, aprire la bocca; altro esercizio , il bambino imita le posizioni assunte dall’adulto descrivendole verbalmente; denominare le parti del corpo; completare immagini relative allo schema corporeo.
 
Per lavorare sull’orientamento temporale si proporrà al bambino di riprodurre con la mimica una serie di azioni prodotte dall’educatore, verbalizzare situazioni di vita quotidiana rispettandone la sequenzialità, riordinare delle scenette in sequenza temporale.
 
Per allenare la coordinazione oculo-manuale, sarà sufficiente proporre al bambino giochi con la palla, come lanciarla contro il muro e riprenderla, giocare a pallavolo, giocare con un compagno a lanciarsi la palla, disegnare, collegare i puntini riproducendo una figura.
 
Importante anche il lavoro sui tracciati scivolati eseguiti su fogli grandi da seduti oppure alla lavagna, aiutano i bambini a sviluppare la scioltezza del gesto e a sciogliere eventuali tensioni a livello di articolazione dell’arto scrivente (dalla spalla fino ad arrivare alle dita della mano). Costituiscono quindi un’ottima palestra per far acquisire ai bambini una grafo-motricità sciolta e rilassata, esente da pericolose contratture, che col tempo potrebbero cristallizzarsi.
 
Si tratta inoltre di attività piacevoli, che danno ai bambini gioia e piacere. Si utilizzano fogli 40x50 e pastelli grossi (triangolari od esagonali a mina tenera).
 
Esistono due tipologie di tracciati scivolati: quelli liberi e quelli in cui il bambino deve ripassare su forme precedentemente preparate dall’educatore fino ai tracciati con le lettere.
 
Quindi i bambini , come abbiamo visto, attraverso dei semplici giochi, potranno rinforzare i prerequisiti per l’apprendimento della scrittura già nella scuola dell’infanzia ed arrivare alla scuola primaria più pronti per imparare a scrivere.
 

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