La nevrosi ossessiva: ipotesi di come si manifesta nella scrittura

Autore: Barbara Taglioni

La nevrosi ossessiva: ipotesi di come si manifesta nella scrittura Chiamata anche follia ragionante o delirio emotivo, la nevrosi ossessiva è una psiconevrosi di difesa (da Psicopatologia e scrittura - di F. Witkowski ed. EPSYLON).
 
L'ossessivo è un uomo "sotto assedio" che si protegge dagli attacchi di cui è soggetto e per difendersi, per attenuare le sue angoscie, ricorre a stratagemmi e astuzie. Il soggetto è prigioniero dell'idea di essere vittima di una sorta di complotti che cerca di smascherare, di dubbi invadenti e onnipresenti, di idee parassite che invadono la sua mente contro la sua volontà. Spinto da un'inesorabile necessità interiore, esagera i suoi scrupoli e si lascia andare ad un rimuginio mentale continuo, alla superstizione, alla magia. Allo scopo di respingere il suo "assalitore" si dedica anche a riti di varia natura: di verifica, di abbigliamento, di pulizia, di purificazone.
 
Come qualunque disturbo nevrotico, nasce dall'infanzia, si immette nel carattere e si costruisce e si consolida progressivamente.

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La scrittura dell'ossessivo
 
La scrittura dell'ossessivo si presenta come un'armatura difensiva, una fortezza al cui interno è impossibile penetrare, una muraglia che blocca qualsiasi relazione con l'ambiente circostante.
 
L'occupazione dello spazio comunica un'impressione di estremo ordine, di perfezione e di paralisi. Il ritmo è assente dando origine ad una regolarità che sconfina nella monotonia. La densità dei neri, che in genere domina i bianchi, si estrinseca in un'impaginazione chiara e accurata, metodica, precisa, con una buona tenuta del rigo.
 
La forma prevale sul movimento, rigida, stereotipata, automatizzata, estremamente convenzionale la dimensione risulta con pochissime disuguaglianze. La grafia è quindi regolare, cristallizzata, impersonale, chiusa, con ovali pieni e occlusivi per non far trasparire nulla.
 
Il movimento risulta in genere immobile, a volte impennato, enfatizzando il rifiuto e l'opposizione verso il mondo esterno. Il tratto appare opaco, indifferenziato, rafforzando l'impressione di trovarsi di fronte ad un'armatura impenetrabile.
 

 

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