La curva di Botero tra pittura, scultura e scrittura

Autore: Barbara Taglioni

La curva di Botero tra pittura, scultura e scrittura «La prima riflessione di un profano di fronte ai quadri di Botero è di una festosa complicità. Si entra volentieri nelle sue case, si fa volentieri amicizia con i suoi personaggi paffuti; ci si siede, si guarda, si è presi dalla voglia di sorridere».
(Dacia Maraini)

Abbiamo già trattato in altre occasioni il parallelismo esistente tra il gesto grafico e il gesto pittorico, tra la forma e il ritmo di una scrittura e la pennellata di un artista. In occasione della mostra di Botero a Palazzo Reale a Palermo, artista che ha fatto della “forma” una sua peculiarità, ci piace evidenziare come ancora una volta la penna e il pennello corrano sulle medesime strade.

Caratteristica della pittura dell’artista colombiano è l'insolita dilatazione che subiscono i suoi soggetti, che acquistano forme insolite, quasi irreali. La dilatazione delle forme, grandi e rotonde, riguarda non solo il corpo umano, ma anche gli animali e lo stesso contesto paesaggistico. Egli afferma: “Per me il piacere viene dall’esaltazione della vita, che esprime la sensualità delle forme. Per questa ragione il problema formale è creare sensualità attraverso le forme.”

Anche la scrittura di Botero rispecchia l’idea della dilatazione:  prevale il temperamento dei Sanguigni di Ippocrate la cui caratteristica principale è l’espansione, la diffusione a volte anche senza misura. Le caratteristiche di base di questo tipo di grafia sono una zona media importante, grandi gesti e grandi maiuscole, dilatazioni, arrotolamenti insieme a curve, gonfiezze e ghirlande che movimentano la forma..

Confrontando una qualsiasi delle sue opere con un campione della sua scrittura appaiono  corrispondenze grafiche e pittoriche che ci forniscono sufficienti elementi per poter esprimere alcune considerazioni caratteriali sul grande artista.
L’individuo a dominanza sanguigna è dotato di vigore fisico, di forza, di calore, che si manifestano come bisogno di spazio e di movimento, di novità e di rapporti con il prossimo. Entusiasmo, ottimismo, generosità e socievolezza (curva, ampia) convivono in una personalità certamente vanitosa, un po’ narcisista ed egocentrica (ghirlande, arrotolamenti), che ama essere protagonista (dimensione grande). Sono presenti la creatività e la fantasia (dilatazioni) meno la capacità critica (spazio invaso).

Tornando alle sue opere citiamo le parole usate da suo figlio Juan Carlos in un’intervista del 2012 (Arte –Giorgio Mondadori Editore): “ La proposta estetica di mio padre consiste piuttosto nell’esaltare il volume delle forme per conferire loro magnificenza, plasticità e sensualità. Per dare alle sue figure quella sensazione di monumentalità. In questo obiettivo è radicata la sua forza espressiva. La sua originalità e la sua poesia. Nella grandiosità delle forme e nell’eroicità del volume esaltato”.

Nella mano che dipinge, che scolpisce  e che scrive c’è una sapienza, un metodo unico e personale che esprime i percorsi caotici e aggrovigliati del nostro universo interiore.
 

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