Grandi romanzieri: manie e autografi di alcuni grandi scrittori

Autore: Barbara Taglioni

Grandi romanzieri: manie e autografi di alcuni grandi scrittori Il quotidiano LA STAMPA ha pubblicato nel mese di aprile l'articolo  "Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei". Per chi si occupa di grafologia il titolo è tutto sommato banale ma ha suscitato la nostra curiosità. La lettura si è rivelata una piacevole sorpresa perchè non trattava di grafologia bensì delle abitudini, delle manie, dei luoghi preferiti da illustri romanzieri nell'atto materiale dello scrivere.
 
Riportiamo alcuni stralci dell'articolo insieme ai campioni di grafia di alcuni degli autori citati:
 
Hemingway stava sempre in piedi, ritto come il suo fucile mentre per esempio Haruki Murakami si sveglia alle 4 di mattina, scrive per sei ore, il pomeriggio fa dieci chilometri di corsa o 1500 metri in piscina e va poi a letto alle 9 di sera. Mark Twain si chiudeva in studio dall'alba alle cinque, e poi la sera, a cena, leggeva ad alta voce i suoi prodotti ai commensali.
 
Hakuri Murakami
 
C'è modo e modo di scrivere. C'è chi batte su una tastiera e chi invece scrive a mano. Chi scrive male e chi scrive bene. Chi scrive con la destra chi con la sinistra. Chi usa indifferentemente entrambe le mani e così via.
 
In un libro uscito in questi giorni negli Stati Uniti "Daily rituals: how Artists work- di Mason Currey" l'autore disegna un quadro imperdibile della psiche di vari artisti analizzando appunto i vari rituali legati alla "materialità" della scrittura.
 

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