Gli archètipi nella scrittura

Autore: Gianluigi Santi

Gli archètipi nella scrittura Jung definì gli archetipi come gli elementi che strutturano il nostro inconscio, come parte che caratterizza il nostro essere e la nostra anima.

Il nome deriva dal Greco archè e tupos = governo primitivo, originario. 
Grazie a questa traduzione gli archetipi possono essere considerati o meglio definiti come quella che viene apostrofata "predisposizione innata" o temperamento. 

Come diceva Jung: "gli archetipi sono modelli funzionali innati costituenti nel loro insieme la natura umana", l'essere della persona.
Insomma, essi comportano il nostro modo di ragionare e di pensare ma anche il modo di essere e di rappresentarsi.

Ma dove li troviamo? o meglio dove sono siti nel nostro essere?
In quello che Jung ha definito come inconscio collettivo cioè una struttura psichica inconscia presente nella specie umana (quindi non personale ma, che prescinde la soggettività) ove gli archetipi svolgerebbero la funzione di strutture operative.

Queste strutture sono a supporto dell’intero apparato psichico al quale suggeriscono il modo di vedere le cose ma anche di operare. Queste modalità sono legate al contesto storico del soggetto e della società determinando i ‘valori’  che sono condivisi sul piano della coscienza collettiva.

Ma si possono, nella scrittura, trovare questi archetipi?

Ecco in questo aricolo alcuni esempi e curiosità di archetipi..

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