Fratelli d'inchiostro: John e Robert Kennedy

Autore: Barbara Taglioni

Fratelli d'inchiostro: John e Robert Kennedy John Fitzgerald Kennedy, noto anche come Jfk, 35esimo presidente degli Stati Uniti morì il 22 novembre 1963, a soli 46 anni, assassinato durante una visita a Dallas, in Texas. Robert Francis Kennedy, più noto come Bob Kennedy, fu ucciso il 6 giugno 1968 a Los Angeles, in California, a soli 43 anni, poche ore dopo aver vinto le primarie democratiche per la presidenza degli Stati Uniti.  
 
La tragica fine dei due fratelli non è l’unica nella loro numerosa e sfortunata famiglia che si dice sia come colpita da una vera e propria maledizione.
 
Ad una prima osservazione le loro firme appaiono molto simili. Studi grafologici hanno rilevato in effetti che spesso tra i componenti di un nucleo familiare, sia per la specifica simbiosi di vita che per la naturale tendenza all’imitazione ed all’assimilazione, è possibile che si generino similarità grafiche, così come si verificano similarità di abitudini e di comportamenti.
 
Una più attenta analisi fa emergere però alcune differenze.
 
Quella di Jfk presenta un movimento più libero e allargato, che comunica energia, entusiasmo, passione, rapidità di pensiero, intuizione, desiderio di autonomia e affermazione, tenacia e grinta di fronte alle situazioni, ma anche un’irrequietezza e un’insofferenza di fondo, che possono sfociare in atteggiamenti pungenti e forse un po’ egoistici.
 
La firma di Robert risulta invece più accartocciata, meno spavalda e sicura, con maiuscole quasi ampollose e la sottolineatura finale crea un gesto cruciforme intersecando il tratto finale discendente del Cognome quasi a zavorrare l’intero corpo grafico.  
 
Un gesto che esprime orgoglio, impegno e ambizione, mente fervida e profonda di un uomo che conosce la potenza delle parole e della diplomazia, che all’occorrenza sa usare, per perseguire i propri obiettivi.
 
Un uomo però non altrettanto forte e sicuro come il fratello John.
 
Sono presenti evidenti segni di umoralità e momenti di incertezza (disuguaglianze, titubanze, mollezze, accartocciamenti) che possono essere mascherati da un’apparente euforia che però non sopisce mai del tutto una serpeggiante insoddisfazione.
 

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