Folli-Grafiamo (Francis Bacon)

Autore: Barbara Taglioni

Folli-Grafiamo (Francis Bacon) Francis Bacon – una dolorosa e maledetta sensibilità

Siamo potenziali carcasse” diceva Francis Bacon e l’unico modo per restare in vita è annientando sé stessi, cancellando i pensieri in una vita senza sonno”.

Questo spietato e tormentato artista nasce a Dublino nel 1909 in una ricca e nobile famiglia inglese. Il padre, tirannico e marziale, vivrà sempre un rapporto conflittuale con il figlio, considerato debole e poco virile. Lo manderà fuori di casa a soli 16 anni a causa della sua omosessualità, in un’epoca e in una nazione in cui era reato.
Dopo di allora condurrà un’esistenza senza regole, perso nei fumi dell’alcool, oberato dai debiti e colpito da terribili lutti, vivendo senza remore ogni emozione, danzando in bilico sull’abisso della follia.
Morirà Madrid nel 1992 per un attacco cardiaco causato dalla sua asma cronica, solo e senza né amici, né amanti, né altri.

Una vita dedicata alle emozioni umane più estreme espresse sempre con la massima forza conclusa, quasi anonimamente, nel silenzio più assoluto. Nelle sue opere c’è l’angoscia di un’esistenza dolorosa, di una vita in cui sulla bilancia del destino, ogni gioia va pagata con uno struggente dolore.

La sua grafia?
Movimentata in modo aritmico, agitata, angolosa, acuta, tagliente, con esagerazioni e rigidità, tormentata tra costrizione e liberazione che ci racconta di un carattere orgoglioso, profondamente sensibile e suggestionabile, instabile, esaltato e nervoso, suscettibile, impaziente e perennemente in conflitto.
Un artista aggressivo, tormentato da un dolore profondo dell’anima, iconoclasta che ha saputo cogliere un fenomeno che egli ritiene irreversibile: il decadimento dell’uomo creando una massa che fugge dalla forma o viene fratta da tagli o lacerazioni .
Un uomo scarsamente simpatico, dalle reazioni inaspettate, irritabile e bellicoso, desideroso di realizzazione senza troppo rispetto delle altrui esigenze. Una personalità complessa, inquieta e ansiosa che ha saputo tramutare in maniera incredibilmente unica le sue angosce in un’opera artistica dirompente.
 

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