Folli-Grafiamo (Anne Sexton)

Autore: Barbara Taglioni

Folli-Grafiamo (Anne Sexton) Pazza, bellissima e affamata d’amore
 
I versi in metrica sono lo strumento per trasformare i traumi della mente e dell’anima in momento di congiunzione perfetta tra la psiche e la poesia e questo è il filo conduttore della produzione artistica di Anne Sexton, scrittrice e poetessa acclamata e contestata, vincitrice del premio Pulitzer nel 1966. Nasce nel 1928 nel Massachusetts, in una famiglia benestante.

Suo padre è proprietario di un cotonificio, spesso assente da casa e con problemi di dipendenza dall’alcol. Sua madre è una donna bellissima cresciuta col sogno mai realizzato di diventare scrittrice. Saranno responsabili entrambi del faticoso e mai riuscito processo di maturazione consapevole di Anne, che si sentirà «chiusa a chiave nella casa sbagliata».

La scrittura diventerà per lei l’unica ragione di vita e il luogo dove dare dimora alle sue capacità immaginative e creative. Con l’età, i suoi problemi mentali si fanno man mano sempre più gravi. Crisi di panico, ansia, depressione, insonnia e anoressia, invadono la sua quotidianità. Cade in trance per ore, si imbottisce di psicofarmaci e diventa vittima di un etilismo devastante che per sua stessa ammissione le fa assumere atteggiamenti da pazza.

E’ per il pubblico una vera poetessa vamp, sempre chic, affascinante e accuratissima nel trucco, veste di rosso e tacchi a spillo, costantemente circondata da amanti e seguita da uno staff di collaboratori, tra l'infermiera, la governante, la segretaria, ecc..

Dopo vari tentativi di suicidio falliti, decide di uccidersi davvero perchè si rende conto di non essere più autosufficiente e di essere prossima ad andare definitivamente in manicomio. Nell'ottobre del '74, a soli 46 anni, si uccide con i gas di scarico della sua macchina.

Dirà: “Quanto a me, io sono un acquarello. Mi dissolvo”.

La sua grafia in effetti ricorda l’acqua…una superficie liquida, plastica, senza una forma definita, in cui svettano le maiuscole e i tratti sopraelevati delle “t”. La zona media risulta essere ridotta a un filo che si snoda senza spasmi né scossoni. La firma è semplice e oscura.

Ci racconta di un carattere complesso, di una struttura fragile legata alla difficile infanzia, di un’attenzione rivolta al mondo delle impressioni, del sogno e delle ispirazioni quali compensazioni alla difficoltà nel farsi capire e mitigare quindi i dubbi sul proprio valore.
Una mente vivace e originale, a volte esaltata e velleitaria, che passa velocemente da un’idea all’altra. L’attività è a volte febbricitante e dispersiva, ma anche ambiziosa e utile a preservare dalla sensazione di abbandono, come in un volo senza sosta di una seducente e ammaliante farfalla impazzita, che spera di incontrare un luogo colorato e luminoso dove finalmente appoggiarsi e riposare.

Affettivamente fragile e vulnerabile opera scelte sentimentali che sfuggono alla logica comune. Cerca di rendersi indispensabile intraprendendo molteplici relazioni, creando a volte ricatti di tipo affettivo per superare la propria difficoltà a percepirsi come un’identità stabile.
Vittima di un’insaziabile fame d’amore, “un’attrice nel proprio dramma autobiografico” come lei stessa si definisce, alla ricerca di una reale e interiore affermazione/individuazione di sé se n’è andata presto, ma ci ha lasciato le sue riflessioni, le sue poesie confessionali capaci di indagare le viscere dell'intimità.

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