Disgrafia: cos'è, come si scopre, come migliorare

Autore: Dott.ssa Irene Bellini


Le origini della Disgrafia

Gli autori che si interessano di disgrafia sono concordi nel ritenere che essa sia causata da numerosi fattori che possono essere definiti concause. Oltretutto queste non portano necessariamente alla disgrafia, come del resto accade per molti altri disturbi come la stessa dislessia. Un paragone utilizzato dai neurologi spiega bene la multifattorialità delle cause. Un disturbo neurologico può essere originato da cause notevolmente diverse tra loro, così come possono essere diverse le cause che impediscono a un’automobile di funzionare: la batteria scarica, un guasto al motore, la mancanza di carburante o semplicemente il freno a mano tirato possono bloccare l’auto.
Anche le disgrafie obbediscono a questa regola: un esame superficiale può permettere di rendersi conto semplicemente della presenza del disturbo, ma è solo un esame approfondito, in collaborazione con diversi professionisti, che permette di conoscere le cause e quindi impostare un programma di rieducazione adeguato. L’intervento va fatto sulle cause che originano il disturbo, non sul sintomo.
Già Robert Olivaux nel 1971 si chiedeva se la disgrafia potesse essere ereditaria e citava tra le cause l’influsso dell’ambiente, l’ansia, le difficoltà del linguaggio, i disturbi della motricità e dell’affettività.
La disgrafia si presenta come un fenomeno complesso, differenziato da soggetto a soggetto, che può essere compreso solo se valutato nell’ambito delle caratteristiche particolari dello scrivente, del suo percorso maturativo, del livello della sua scrittura in base all’età, della qualità e quantità di insegnamento grafico ricevuto, delle sue relazioni affettive e sociali e della concomitante presenza di eventuali altre difficoltà scolastiche o disturbi di apprendimento. Spesso infatti la disgrafia non si presenta pura, ma complessa, cioè associata a problemi di ortografia, calcolo o abbinata alla dislessia.

Le disgrafie acquisite possono essere originate da cause neurologiche, problemi psicomotori, afasia, alterazioni della memoria, encefaliti, difficoltà nell’organizzazione spaziale, deficit o ritardo intellettivo, problemi visivi o uditivi, ecc.

Le disgrafie evolutive possono anche costituire una reazione a difficoltà relazionali o una compensazione alla scarsa personalizzazione della propria scrittura. Il bambino potrebbe arrivare ad una vera e propria grafofobia, o ancora la disgrafia potrebbe costituire un pretesto per nascondere altri problemi, un alibi, come definito da Olivaux.








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