Depressione messaggio dell'anima ...

Depressione messaggio dell'anima ... Depressione messaggio dell'anima come leggerlo nella scrittura? di Angela Mele Per aderire alla richiesta di alcuni lettori, in questo numero riproponiamo la prima parte - ampliata e confermata da successive testimonianze da parte dei casi presentati - di uno studio sulla depressione apparso sul numero 0 del settembre 1996, studio che ha raccolto attestati di apprezzamento anche da parte di alcuni insigni psichiatri, tra cui i professori Eugenio Borgna e Giannetto Cerquetelli, di cui riportiamo stralci di loro lettere: “Novara, novembre 1998......... Quello che lei scrive sulla depressione, e sulle sue diverse forme, corrisponde sostanzialmente a quello che sono venuto scrivendo in questi anni; ed è cosa che non può non indurmi a ringraziarla anche di queste analogie di discorso………” “Roma, 14/10/1996.............Ho letto con molto interesse il suo lavoro sulla depressione. L’ho trovato molto interessante e mi congratulo con lei.........” Sul prossimo numero della rivista appariranno ulteriori testimonianze grafologiche, alcune già pubblicate altre raccolte successivamente. * * * * *
  Trattare un tema di così vasta portata come la depressione, che impegna psichiatri, psicologi, psicoanalisti, sociologi e così diffusa nel mondo moderno, richiederebbe spazi ben più estesi.
Tuttavia, poiché l’argomento specifico non è tanto quello clinico quanto quello grafologico, cercherò di gettare un flash, certamente non esaustivo, sull’aiuto che può dare la grafologia per avvicinarsi alla dinamica degli stati depressivi. Depressioni endogene, reattive, stati maniaco - depressivi si traducono in alcune alterazioni del grafismo che attentano soprattutto le sue parti costitutive (notoriamente tratto, ritmo, forma, movimento, spazio) e che costituiscono un codice di lettura denso di significati profondi. E, anche se sarà assolutamente arbitrario formulare una diagnosi di depressione soltanto attraverso l’analisi della scrittura, tuttavia questa potrà costituire un ulteriore momento di studio, un mezzo ausiliario di indagine da abbinare ad altri test, al colloquio, all’anamnesi, agli esami di laboratorio. La consulenza del grafologo, se da una parte corre il rischio di essere azzardata in campo diagnostico, si dimostra invece più adatta in campo prognostico, sempre ovviamente all’interno di un’équipe di clinici. Compiendo infatti un confronto tra i vari documenti prodotti prima e durante le manifestazioni depressive, attraverso l’apprezzamento di alcuni segni sia di sofferenza che di recupero della scrittura, il grafologo potrà trovare nelle varie scritture alcuni segni rivelatori che possono indurre a formulare ipotesi attendibili sull’iter e prognosi della malattia . In questo studio è mio intendimento osservare la depressione come “male spirituale legato con la profondità della natura umana” (Jung - L’uomo e i suoi simboli), più che come fatto psichiatrico, poiché lo stato depressivo rappresenta un evento della propria interiorità troppo inconsolabile perché possa essere affidato alle sole cure farmacologiche. Nessun'altra psicopatologia esprime, come la depressione, la sofferenza della persona nella sua globalità e la sua cura profonda quindi non può limitarsi a sedare il male in sé, ma deve arrivare a guarire la persona dal suo male interiore. Come affferma lo stesso Jung, “ la depressione è la rappresentazione di qualcosa che l’inconscio cerca di manifestare, la traduzione simbolica di un conflitto psicologico, qualcosa che sta al di là del suo significato ovvio immediato”....

Tratto da  Rivista quadrimestrale Cesgraf -
"GRAFOLOGIA E SUE APPLICAZIONI" 
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