Analisi della grafia di Wanda Osiris

Autore: Barbara Taglioni

Analisi della grafia di Wanda Osiris Grande ed indimenticabile soubrette italiana tra gli anni trenta e cinquanta, nasce a Roma il 3 giugno 1905 sotto il segno dei gemelli con il nome di Anna Menzio.

E' la tredicesima figlia del palafreniere del re (il battistrada che a cavallo apriva il corteo regale). Sin da piccola mostra un evidente interesse per il canto e per la musica in genere e giovanissima lascia la famiglia e gli studi approdando a Milano dove debutta al cinema Eden. Si rivela subito dotata di una grande personalità. Fu la prima ragazza italiana tanto audace da platinarsi i capelli, tanto che la definirono pazza.

Fece di tutto per arrivare al palcoscenico! I suoi spettacoli, orientati verso una continua ricerca del bello, dovevano essere sfarzosi ed eleganti. Inventò l'entrata inscena attraverso una regale discesa da scale holliwoodiane attorniata da giovani ballerini che sceglieva personalmente. Inaugurò un modo di camminare mai visto. Le sue apparizioni si rivelarono un crescendo di sorprese: i suoi copricapo, il turbante, il trucco tipicamente ocra, i capelli super-ossigenati, le abbondanti piume, i tacchi altissimi, le paillettes, i fiumi di profumo, rigorosamente Arpège, le grandi quantità di rose Baccarat senza spine da distribuire alla platea e naturalmente i costumi costosissimi ed esagerati, scollati vertiginosamente sia davanti che dietro.

Per lei furono coniati appellativi come " Wandissima" e "Divina", consegnandola alla leggenda come un sogno di felicità, di ricchezza, di leggerezza e serenità in un'Italia sconvolta in quegli anni dalla seconda guerra mondiale. Perché fu "unica"? Non solo certamente per le sue doti di canto, ma per l'insolita miscela, soprattutto in quel tempo, di spontaneità e di un personalissimo modo di atteggiarsi, di truccarsi, di parlare e fare spettacolo.

Era diversa e quindi indimenticabile! Sempre adorata dal suo pubblico e dai colleghi in una trionfale carriera durata fino a tarda età, Wanda Osiris decise di stupire i suoi ammiratori anche dopo la sua morte, avvenuta a 89 anni nel 1984. Grazie alle rivelazioni di Romano Confortini, un frate cappuccino che ha lavorato in Africa per decenni nelle missioni, abbiamo potuto scoprire una donna molto differente. Egli ci ha raccontato una Wanda Osiris molto diversa dalla diva conosciuta dal grande pubblico.

Il frate ricorda di averla conosciuta nel 1976 quando gli consegnò personalmente una busta con 37 milioni di lire (a quel tempo!), "per cominciare" gli disse. Tra il frate e la soubrette, che in quel caso preferiva tornare ad utilizzare il suo vero nome Anna Menzio, si instaurò un rapporto epistolare intenso. Confortini racconta come, quando era in Costa d'Avorio e vedeva il postino sventolare un fazzoletto bianco per indicare l'arrivo di una lettera, il suo cuore si riempiva di gioia per la generosità della donna che sempre sotto il nome di Anna Menzio continuava ad inviare vaglia postali, dando un consistente contributo alla costruzione di un reparto di maternità e di uno per la cura di malattie infettive in un ospedale a pochi chilometri da Abijian. Contribuì anche all'acquisto di un'ambulanza e la cosa stupefacente è che adottò una bambina del posto dandole il nome di Osiris.

Certamente pochi sanno che in un angolo sperduto dell'Africa esiste una lapide in marmo bianco con una foto della Wandissima dedicata ai bambini del continente nero che ha aiutato per ben 16 anni nell'assoluto anonimato.


Curiosità
- I Boys dei suoi spettacoli, scelti personalmente da lei, erano giovani attori che fecero poi fulminanti carriere come per esempio Alberto Lionello, Nino Manfredi, Elio Pandolfi, Alberto Sordi, Renato Rascel.
- Spendeva una fortuna nel suo profumo preferito Arpège con cui invadeva la platea al suo apparire.
- Aveva una vera e propria avversione per il colore viola e per gli uccelli veri o finti.
- Durante gli anni del fascismo le fu imposto di modificare il suo nome da Wanda Osiris a Vanda Osiri.
- Il suo nome d'arte è un mix dei nomi di Iside e Osiride.


La sua grafia

Osservando la scrittura di Wanda colpisce immediatamente la grande dimensione di una forma movimentata, non certo convenzionale, che invade il foglio e ci rivela subito una spiccata personalità con grande amor proprio, con un bisogno profondo di un palcoscenico dove farsi ammirare e di un pubblico da cui farsi amare.

Ci rivela inoltre le sue grandi doti di comunicazione e di socievolezza, che la portano ad "espande" più che approfondire i suoi interessi e le sue relazioni. Il suo spirito critico, non particolarmente sviluppato, risulta certamente ostacolato dal suo "sentire vivo", dal coinvolgimento con cui affrontava la sua quotidianità.

La presenza di una buona dose di intuizione (buchi tra lettere, legamenti aerei) ha comunque permesso all'artista di cogliere con acutezza le opportunità incontrate traendone i relativi vantaggi. Generosa, ottimista, allegra, a volte anche ingenua, decisamente narcisista ed egocentrica (tipo Sanguigno di Ippocrate, firma sottolineata), Wanda porta con sé una grande emotività e una generale turbolenza interiore, uno scoraggiamento latente che combatte con entusiasmo alla ricerca di continua approvazione da parte di tutti (movimento effervescente). E' una donna che teme moltissimo la solitudine e che si adopera con generosità per il prossimo. Desidera mettersi alla prova in continuazione per attirare l'attenzione e avere conferma del proprio valore(sopraelevazioni, lacci, lanci).

Il tratto largo della grafia (pennarello) ci conferma la volontà radicata di perfezionare la propria immagine, di apparire più solida, flessibile, seducente, di adattarsi alla richiesta di immagine che le viene fatta, privilegiando un contatto di facciata a scapito di una comunicazione più profonda. Comprendiamo quindi come il "look" diventi essenziale per la Osiris per dialogare con il suo pubblico.

Significativo il modo in cui la diva chiude ogni frase: traccia un punto e lo fa seguire da un tratto più o meno lungo. Questo gesto ci indica sia la sua volontà di affermare, senza possibilità di replica, le proprie idee, sia il desiderio di difendere la parte più intima della sua personalità, quella che si nasconde sotto il trucco pesante, le piume e gli sfarzosi costumi di scena della Wandissima, dove si cela invece Anna Menzio, la donna semplice che amava e aiutava l'Africa nell'assoluto anonimato.

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