Analisi della grafia di Vittorio Sgarbi

Autore: Barbara Taglioni  

Analisi della grafia di Vittorio Sgarbi Viene battezzato con il nome di Vittorio Umberto Antonio Maria e questo suggerisce sin da principio che ci troviamo di fronte ad un personaggio non comune e che non passerà inosservato nel corso della sua esistenza. Una mente brillante, un uomo eclettico e provocatore, dopo la laurea in Filosofia e la specializzazione in Storia dell’Arte, si impegna su più fronti: la televisione, il teatro, la politica e naturalmente l’Arte diventandone uno dei maggiori conoscitori. Ospite non sempre “comodo”, grande oratore, critico e scrittore, è conosciuto  per le sue forti prese di posizione, che l’hanno portato ad essere sempre sotto i riflettori anche in situazioni al limite del buon senso, che gli hanno fruttato fama e successo  ma anche qualche condanna per diffamazione in diversi procedimenti legali.

Certamente un uomo caratterialmente difficile nella professione ma anche nelle relazioni con il prossimo, così come dimostra la sua turbolenta vita privata. Non è mai convolato a nozze, ha riconosciuto due figli da due relazioni differenti e ora sembra esserci anche una figlia “in discussione”. Un personaggio scarsamente sereno, che sembra non rilassarsi mai, intimamente inquieto, invaso da ondate di una collera antica e incontrollabile che cerca capri espiatori in una sfida senza fine.


La sua grafia

La scrittura di Vittorio Sgarbi mostra tutto il suo tormento e la sua agitazione (scarsamente armonica, disuguale, invadente, intricata). Anche occhi poco esperti possono notare l’irrequietezza  del gesto e la nitidezza di un tratto che non vuole intimamente concedersi (tratto nitido e diritto, gesti regressivi). La forma priva di curve e di morbidezze rivela un carattere sempre “in attacco” proteso verso una sfida senza sosta che non dà né tregua né pace. Grafologicamente le scritture tormentate si associano a individui dall’intelligenza concettuale, rapida, speculativa unita ad una certa mancanza di misura che a volte altera il giudizio.

Essi trovano rifugio in posizioni intransigenti e a volte arbitrarie. La vita relazionale nasconde uno stato di tensione e di ipersensibilità che proietta sull’ambiente una serie di contraddizioni.

Le grafie di questo tipo rivelano una conflittualità estrema, dubbi acutissimi, lotte tra pulsioni e bisogni affettivi urgenti ed esigenti. Il comportamento che ne deriva è spesso assurdo, poco comprensibile e drastico, l’indipendenza cercata è illusoria e mai raggiunta. Il lenimento della sofferenza è rappresentato dalle emozioni forti e momentanee e dalle sfide distruttive. Sgarbi sembra incapace sia di accettarsi che di dimenticarsi di sé e non riuscendo ad amare se stesso, si nega il diritto di essere amato e si priva di scambi che potrebbero dargli pace.
 

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