Analisi della grafia di Richard Gere

Autore: Barbara Taglioni

Analisi della grafia di Richard Gere Occhi piccoli e penetranti, aria strafottente, sexy e seducente, Richard Gere è nato a Philadelphia nel 1949, secondo di cinque figli di Homer e Doris Gere, di origini anglo-irlandesi. Esempio tipico della middle-class americana, frequenta l'Università del Massachussetts, dove si mette in luce come atleta provetto. Animato da forte curiosità e voglia di sperimentare , ben presto cambia strada  per dedicarsi alla sua passione divorante: il teatro. Dopo aver interpretato piccoli ruoli sui palcoscenici locali,  la recitazione diventa un vero e proprio lavoro e non perde l’opportunità di sperimentarsi al massimo per imparare il più possibile. L'occasione importante si verifica durante la collaborazione in GREASE a Brodway  e il successo riscontrato è clamoroso, praticamente inarrestabile.

La critica cinematografica, da questo momento in poi, riconosce che Gere cristallizza quelle che saranno le caratteristiche essenziali dei suoi personaggi futuri. Alto, dai lineamenti regolari, con fisico atletico, d'ora in poi darà vita, perlopiù a figure di anti-eroi inquieti, spesso degli outsider, dotati di un forte sex-appeal che lo consacreranno come il nuovo sex-symbol del cinema americano degli anni '80.

L'attore non si riconosce nell ruolo di ragazzo-oggetto e, in seguito ad una crisi spirituale, che lo rende più maturo e consapevole, abbraccia definitivamente la religione buddista, incontrata già all’età di vent’anni, e comincia a promuovere la causa tibetana, contro l'invasione da parte della Cina del piccolo paese himalayano.

Afferma di essere sempre stato convinto che il meglio della vita ti arriva solo se sei ottimista e parlando del futuro dice “ Cerco di non pianificarlo troppo. Preferisco lasciarmi sorprendere da progetti che mi vengono incontro. Sono lusingato dal piacere della scoperta e dal fatto che, dopo tanti anni, mi arrivino delle sceneggiature che mi fanno dire ‘ehi, non ho mai fatto un film del genere”. Penso alla recitazione in termini di vita personale e non certo di carriera. Vado avanti per l’energia e il divertimento che questo mestiere mi dà”. Gli ultimi lavori altro non sono che conferme della raggiunta maturità artistica, oltre che personale, lasciando intatta però, la sua carica di fascino e di sensualità, accentuata, se possibile, dai capelli precocemente ingrigiti. Un personaggio di grande portata nominato ora anche  Presidente Onorario del Taormina Film Fest che si terrà nel mese di giugno Richard Gere, oltre a essere icona indiscussa del cinema hollywoodiano, rappresenta fattivamente la volontà che sottintende la gestione del Festival di portare all’attenzione del grande pubblico la realtà di chi vive ai margini della società.

La 62esima edizione del Taormina FilmFest si aprirà proprio con una serata dedicata agli “invisibili”, con un progetto che sta molto a cuore all’attore, che porta da anni la sua testimonianza in tutto il mondo con numerose iniziative a favore delle persone senza fissa dimora. “Time out of mind”, diretto da Over Moverman , il suo nuovo film distribuito da Lucky Red, nelle sale italiane il 15 giugno, lo vedrà proprio nel ruolo di un “barbone” a New York.


La grafia

Una scrittura esuberante, ascendente, destrogira, legata, slanciata, decrescente, con evidenti lanci e acuminazioni procede con vigore allargandosi e stirandosi sul rigo.

Il gesto è energico ma non aggressivo, la forma personalizzata e ricombinata, sembra ribollire nelle asole gonfie degli allunghi sia superiori che inferiori. Ritroviamo in questa modalità grafica tutte le caratteristiche della “passione divorante” che Richard Gere afferma di provare in particolare per la recitazione..

La sua scrittura si colloca nel temperamento dei “sanguigni” di Ippocrate. Lo spazio ampiamente occupato non suggerisce invadenza, esprime anzi una certa eleganza personale nella divisione del testo in capoversi (lettera del 1996). Emotività forte, ottimismo, vivacità intellettuale immaginazione sviluppata, desiderio di scoperta e capacità di trovare soluzioni sono aspetti peculiari del suo carattere. L’entusiasmo con cui affronta la quotidianità serve per combattere qualche inevitabile scoraggiamento latente e l’insofferenza alla routine.  La dimensione decrescente esprime oltre a una finezza d’animo, la volontà di farsi piccolo per andare più efficacemente  verso il prossimo, per aumentare la disponibilità e per meglio comprendere l’altro.  Il bisogno di contatti sociali è forte, il desiderio di non passare inosservato, la voglia di successo, il dinamismo per procurarselo attivamente senza calcolo, l’autonomia e l’esigenza di indipendenza, lo sforzo di rendersi utile sono funzionali anche per combattere la paura della solitudine e il timore del fallimento. La presenza di curve, gonfiezze e segni accattivanti sostengono il desiderio di primeggiare  anche se, chi  ha la fortuna di essergli amico, gode il ritorno di un affetto sincero e prezioso.

La firma centrale, disomogenea al testo, affermata e sottolineata, sorprende per l’esplosione della dimensione. L’esagerazione dei gesti  corrisponde anche qui perfettamente alle teorie di Ippocrate: “I sanguigni mal sopportano di essere imbrigliati, hanno bisogno di spazio e di movimento e non brillano in perseveranza e stabilità”. Vi si legge candore, entusiasmo, socievolezza conviventi  con il desiderio di affermazione (marcata sottolineatura paraffata).

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