Analisi della grafia di Marilyn Monroe

Autore: Barbara Taglioni

Analisi della grafia di Marilyn Monroe Il solo nome dell’attrice è sufficiente per risvegliare nell’immaginario collettivo dei più giovani come dei più vecchi, nelle donne come negli uomini, la sua figura voluttuosa, affascinante e fragile al tempo stesso. Deceduta a 36 anni , il 5 agosto del 1962, è ancora oggi un personaggio di cui si parla; sta per uscire nelle sale un nuovo film a lei dedicato nel cinquantesimo anno della sua morte. Il tempo non ha potuto cancellare la sua bellezza e la sua scrittura ci conferma una personalità esuberante e al tempo stesso immensamente fragile.

Hanno detto di Lei
  • Marilyn ha paura di tutto. Bisogna che trovi qualcuno capace di rassicurarla, di aiutarla, di farle vincere le sue paure - Yves Montand
  • Non è divertente essere sposato con una luce elettrica - Joe di Maggio
  • Io non avevo nessun problema con la Monroe: era la Monroe ad avere problemi con se stessa - Billy Wilder
  • Aveva curve in posti dove le altre donne non hanno nemmeno i posti - Cybill Shepperd (Attrice)
  • E' la donna più donna che si possa immaginare - Arthur Miller

Diceva di se stessa
  • Sto cercando di provare a me stessa di essere una persona, poi forse mi convincerò di essere un'attrice.
  • Perchè non porto biancheria intima? Mi danno fastidio tutte quelle piegoline.
  • Nel cinema ti dicono che devi versare una lacrima... e se te ne senti arrivare due? Non va bene! Un0attrice non è una macchina!
  • Adoro fare le cose che i censori non vogliono far passare
  • Io e Joe Di Maggio siamo legati da un sincero sentimento di amicizia. Mi raccomando però, la parola amicizia mettetela tra virgolette...
  • Non voglio essere ricca, voglio essere bellissima
  • Non mi importa di vivere in un mondo di uomini, purchè io possa vivere da donna
  • La fama se ne andrà e addio fama, ti ho avuta! Ho sempre saputo che eri incostante
  • Mi sento orribile. Datemi un po' di tempo, mi truccherò e sarò di nuovo Marilyn...
  • Trentacinque anni vissuti dentro un individuo estraneo... fatemi parlare!

La grafia

Così come la sua immagine, la sua grafia ci appare calda e voluttuosa (tipo sentimento – sensazione di Jung), esuberante e generosa (calibro grande- movimento propulsivo- ). Il tratto molto inchiostrato ci parla del suo “ sentire” in modo intenso il mondo circostante (allunghi inferiori gonfi e grandi). La forma disuguale in più generi , i ripassi di penna, la verticalità sempre pronta a cedere (destrutturazione a volte della zona media) ci comunicano le difficoltà di una donna fragile, senza fiducia in se stessa, che vuole piacere per essere accettata e per accettarsi, che ha convissuto, come sappiamo, con la paura di impazzire, come la madre, come la nonna. Un giorno poteva essere al settimo cielo e il giorno seguente profondamente depressa.
La sua è una grafia , che ci parla di volontà ( “T” lanciate, inclinata) e di megalomania al tempo stesso (spazio invaso, calibro grande). E’ l’incarnazione delle contraddizioni della società americana che costruisce miti da dare in pasto al pubblico ma cerca di tenere nascosti i segreti “scomodi”. Attraverso la sua scrittura riusciamo ad andare oltre la maschera di oca-bella, per arrivare a capire la verità di una ragazza offesa, di una donna intelligente ( ricombinazioni e personalizzazioni), di una persona che ha sempre avuto difficoltà a riconoscersi, come anche lei afferma, in un corpo che considerava estraneo.
 

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