Analisi della grafia di Giovanni Pascoli

Autore: Barbara Taglioni

Analisi della grafia di Giovanni Pascoli La tradizione presenta Giovanni Pascoli come un uomo malinconico, con una vita contrassegnata da lutti familiari molto gravi soprattutto negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.
Nacque il 31 dicembre 1855 a San Mauro di Romagna ed era il quarto di dieci, tra fratelli e sorelle. La prima perdita è a 12 anni, quando suo padre muore in un incidente per strada mentre rientra a casa. L’anno successivo perde la sorella Margherita e muore anche sua madre Caterina. All’età di 19 anni subisce un altro lutto con la morte del fratello Luigi. Due sorelle , Ida e Maria si chiudono in convento. Un uomo che ha vissuto rinchiuso nel suo mondo senza relazioni sentimentali e scarsi rapporti sociali.

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Cosa ci dice la sua grafia ? Che aspetti ci rivela del suo modo di essere uomo e poeta?

Grafia piuttosto piccola, disuguale, ascendente, inclinata, con semplificazioni e personalizzazioni, con finali brevi e lunghi lanci delle “t”. La scrittura di Pascoli ci parla di un uomo emotivo e sensibile, attento ai problemi del suo tempo e combattuto tra la voglia di entrare in contatto con gli altri e il bisogno profondo di tenerli lontani.
 
 

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