Analisi della grafia di Chiara Gamberale

Autore: Barbara Taglioni

Analisi della grafia di Chiara Gamberale Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma dove vive. Afferma: "In casa mia, con mamma ragioniere e papà ingegnere, i libri li ho portati io". Ha esordito nel 1999 con "Una vita sottile" -  Marsilio cui ne sono seguiti molti altri. L'ultimo uscito è "Adesso" - Feltrinelli ed è un romanzo sorprendente sull'amore che lei stessa definisce "una disdetta, una benedizione, un inganno, ma è l'unica possibilità che abbiamo di orientarci fra paura e desiderio". I suoi lavori sono tradotti in quattordici paesi e sono stati a lungo in vetta alle classifiche in Spagna e America Latina.

Il suo universo letterario è fatto di donne che si cercano, che cercano l'amore, di donne ferite e deluse e forse proprio per questo piacciono tanto al pubblico e poi di uomini-totem e di uomini semplicemente odiosi.


 La sua grafia

Si tratta di una grafia grande, con una zona media preponderante, arrotondata, a ghirlanda, con finali in curva aperta, con ovali pieni e dilatati. Possiamo dire che è tipicamente femminile e ha tutte le caratteristiche del tipo "sentimento estroverso" di Jung.

E' una scrittura che ci parla di una donna legata a valori tradizionali, che si adatta facilmente alle varie situazioni che la vita presenta. E' comunicativa, espansiva, socievole e la sua tendenza è espandere più che approfondire.

È una donna concreta, concentrata nel presente, con un’intelligenza ricettiva e buona memoria. L’attrazione per il vario, il diverso, la può portare ad essere incostante e a volte un po’ lunatica e capricciosa. È avida di affetto, desidera piacere e ama sentirsi apprezzata con gratificazioni e conferme. Fa amicizia facilmente e si adopera perché le cose vadano bene intorno a sé ma ha bisogno di stabilità e mal sopporta la solitudine e le frustrazioni. Osservando la sua firma possiamo notare come sia valorizzato soprattutto il nome “Chiara” mentre il Cognome sia ridotto alla sola “G” iniziale.

Grafologicamente questa modalità fa pensare a un rapporto con la propria discendenza paterna non propriamente sereno.

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