Alcide De Gasperi (1881/1954)

Autore: Sonia Iannelli

Alcide De Gasperi (1881/1954) Leggi le premesse storiche

1 - Profilo biografico.

Nato in territorio ancora sottoposto al governo austro-ungarico, partecipò da giovane ai movimenti irredentisti e divenne poi parlamentare nelle fila cattoliche. Dopo l'annessione del Trentino all'Italia fu tra i fondatori del Partito Popolare di Sturzo, divenendone in seguito parlamentare. Nel 1923, con il fascismo già al potere, divenne Segretario del partito, che guidò all'opposizione aventiniana; come altri leaders antifascisti, venne arrestato per due anni fino al 1928.
Liberato, De Gasperi riparò in Vaticano, dove visse lavorando come bibliotecario, ma operando per la ricostruzione del Partito Popolare, che prese il nome di Democrazia Cristiana nel 1942, al tramonto del regime. Segretario dal 1944, ministro degli Esteri nei Governi Bonomi e Parri, poi Presidente del Consiglio dal dicembre del 1945, estromise i social-comunisti dal Governo nel maggio del 1947, per poi guidare il blocco democratico alle vittoriose elezioni del 18 aprile 1948. Prese il via da queste due difficili scelte l'esperienza del centrismo, che coincise tra l'altro con la fondazione della Comunità Europea, da lui fortemente voluta.
Il dominio di De Gasperi sulla scena politica continuò negli anni successivi, ma apparve presto chiaro che il risultato elettorale del 18 aprile non corrispondeva al vero seguito della DC, beneficiaria nell'occasione di voti laici e conservatori d'altra estrazione, che superata la circostanza tornarono ad altre formazioni.
De Gasperi tentò di consolidare la formula centrista con la proposta di introduzione di una legge elettorale maggioritaria, nel 1953; bollata come «legge truffa» dalle sinistre, essa non diede il quorum sperato e venne subito abrogata. Amareggiato da quella sconfitta, incalzato sempre più fortemente dall'ala sinistra del partito di estrazione dossettiana, provato anche dalla rottura con il Vaticano in occasione delle elezioni comunali di Roma del 1952, De Gasperi morì il 19 agosto 1954.
 
2 - Giudizio storiografico.
Politico duttile e dotato di un alto senso dello Stato, De Gasperi è stato descritto dalla storiografia come un uomo schivo, sinceramente religioso, animato da grande concretezza ma non alieno da disegni ambiziosi, diplomatico e capace di compromessi, ma non di abdicare alle proprie basilari convinzioni; caratterizzato infine da grande dignità personale e da dirittura morale, che in alcune circostanze fecero premio su un senso della disciplina pure molto forte.
 
3 - Profilo grafologico.
La grafia di De Gasperi si mostra piuttosto grande, ineguale, spaziata, legata, angolosa, prolungata in alto e irregolarmente in basso, inclinata, sopraelevata, progressiva in zona media; evidenzia forme a mazza, a volte ovoidali a volte schiacciate e annerite; la pressione è in rilievo, acuminata, diseguale, a volte con alcune evanescenze; il tratto fermo, netto, rapido e con ingorghi. Come controdominante ad un tema di forte determinazione, troviamo righe e firma discendenti.
Dall'analisi emerge un uomo rigoroso e preciso; prudente e concreto; rinchiuso in sé fino a diventare solitario (scrittura magra e spaziata). É un riflessivo che ama poco i contatti sociali, sebbene abbia bisogno di calore (scrittura grande), che cerca in amicizie socialmente approvate; apparentemente freddo e distaccato, in realtà controllato, blocca chi lo circonda e tende ad isolarsi.
Individualista (prolungamenti), emana una specie di alone affascinante, che lo rende un po' enigmatico e segreto. É severo e dominato dal dovere, svolge il suo lavoro con costanza, tenacia e perseveranza (grafia legata) per ottenere risultati tangibili, con un forte senso di responsabilità, che non gli consente di venir meno ai suoi obblighi. Essendo però integro ed onesto, esercita il potere con autorevolezza e discrezione, non abdica alle sue convinzioni.
Egli è inoltre vulnerabile (ineguale con evanescenze), soggetto a tensioni e conflitti (angolosità), stanchezza e depressione (linee discendenti). Mostra un distacco dal passato voluto e sofferto, ma con ricordi vivi e dolenti, che procurano momenti di cedimento anche nell'azione. Possiede però capacità di recupero, grazie alla buona canalizzazione dell'energia (pressione in rilievo); ciò può portarlo a riuscite brillanti come a momentanei crolli per troppa tensione. La sua sensibilità è accentuata e necessita di attenzione e approvazione sociale.
Sul piano dell'intelligenza riceve, elabora, critica e trasforma le conoscenze, grazie alla penetrante acutezza intellettiva, ha curiosità e capacità di ascolto (scrittura sentimento introvertito) unite a ponderazione, così da risultare solido e sicuro.
Caratterialmente è diffidente e poco spontaneo, suscettibile, possessivo ma anche disponibile, i suoi rapporti risultano un po' forzati, i suoi giudizi spesso freddi e teorici, poichè tiene conto dell'idea più che dei fatti. Pur portato alla comprensione, è esigente e per concedersi ricerca una umanità sua pari.
Ambizioso, ama esercitare autorità, è determinato, ha capacità strategica e sa districarsi nelle situazioni più difficili (souplesse nella tenuta del rigo); è attivo, con un buon atteggiamento verso il futuro, possiede energia e spirito di conquista, anche se soggetto a qualche cedimento.  

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