Differenze tra disgrafia e disortografia

Autore: Valerio Giannitelli (Redazione)

Differenze tra disgrafia e disortografia Insegnanti, genitori, gli stessi bambini sempre più frequentemente parlano di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (conosciuti con l’acronimo DSA) e di Bisogni Educativi Speciali (BES).

Come già definito nel mio precedente articolo, i DSA sono un insieme di disturbi che comprendono varie aree e abilità connesse all’apprendimento, come quelle della lettura, della scrittura e del calcolo.

Non è infatti raro sentire menzionare disturbi come dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, mentre risulta, invece, meno frequente avere una spiegazione chiara circa le differenze esistenti tra i vari disturbi inseriti nei DSA.

Nello specifico, i dubbi maggiori concernono la differenza tra la disortografia e la disgrafia, termini spesso confusi o rimasti inspiegati.

Qual è, quindi, la differenza tra disortografia e disgrafia?

Per disortografia viene fatto riferimento a quello specifico deficit delle abilità connesse alla competenza ortografica, ovvero a quelle difficoltà da parte dell’individuo di scrivere in maniera sintatticamente e grammaticalmente corretta determinate parole; si osservano, pertanto, frequenti errori ortografici che possono essere distinti come segue:

- Errori di tipo fonologico: dove non viene rispettata la conversione tra fonema e grafema (ad esempio: elefnate anziché “elefante”, capallo anziché “cavallo”, Beggio anziché “Belgio”). In sintesi, il suono che viene udito (“elefnate”) non corrisponde alla forma corretta a livello ortografico (“elefante”).

Errori di tipo non fonologico: in questi specifici errori, la conversione tra fonema e grafema è rispettata (quindi il suono ascoltato non è differente da come ci si aspetta che sia la forma scritta) ma, al contrario, non viene rispettata la produzione ortografica. Alcuni esempi possono essere: “Oggi andiamo all’ago di Bracciano” anziché “Oggi andiamo al lago di Bracciano”; “Che bello quell’ele fante” anziché “Che bello quell’elefante”; “Io e Carlo andremo in sieme al cinema” anziché “Io e Carlo andremo insieme al cinema”. In sintesi, ciò che si osserva negli errori non fonologici è la tendenza a commettere le cosiddette separazioni e fusioni “illegali”.  

-Errori negli accenti e nelle doppie: come dice il termine stesso, questi errori implicano l’uso scorretto a livello ortografico degli accenti e nelle doppie (ad esempio: “Oggi ho un po sonno” anziché “Oggi ho un po' sonno”; “Quest’anno faremo un bel viagio” anziché “Quest’anno faremo un bel viaggio”).  

Allora, cosa si intende invece per disgrafia?

La disgrafia non riguarda, come si potrebbe pensare, le abilità ortografiche della persona, bensì le sue abilità grafo-motorie, ossia la capacità di scrivere tenendo una impugnatura corretta, riproducendo al tempo stesso dei grafemi comprensibili, sufficientemente distanti tra loro e orientati nel foglio secondo una logica spaziale accurata.

Di conseguenza, una persona avente un disturbo nella competenza grafo-motoria (disgrafia), tenderà ad avere una impugnatura scorretta, a scrivere in maniera poco chiara e disordinata (ad esempio non rispettando il rigo del quaderno) e a non saper gestire in maniera efficiente gli spazi all’interno del foglio (ad esempio, scrivendo maggiormente nella parte sinistra o destra del foglio).

Conoscere queste differenze permette di attivare sin da subito l’intervento di un professionista esperto in quest’ambito, al fine di potenziare le abilità che risultano più carenti.

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